Asylum

L’Italia, dimentica del suo passato migratorio, è un paese che fatica ad accettare di essere lo spazio d’arrivo e di passaggio di popoli in transito per il mondo. Nella traversata che questi popoli in viaggio per approdare sulle coste di un mondo che si presume sia altro o migliore, si ritrovano storie di vite violate, stravolte, interrotte, che restano il più delle volte depositate sul fondo del mare, aggrappate a una chiglia spezzata, impigliate al ramo di un albero dei mari, di deserti, le foreste che ne hanno disegnato lo spazio della fuga. Questo spazio di approfondimento nasce con lo scopo di restituire volti, storie, anfratti, soggettività alle vite di queste persone in fuga e al contempo strumenti e conoscenze necessarie ad uno sguardo più consapevole sul mondo in cui viviamo.

Le ruspe di Calais

Reportage tra i migranti di Calais nel giorno in cui la zona sud della Giungla rischia di essere rasa al suolo dalle ruspe del governo francese. Varie associazioni che assistono i migranti si stanno mobilitando affinché il tribunale blocchi l’arrivo dei bulldozer.

Il tempo dei migranti: intervista a A., E. e M.

Dopo l’introduzione a “Il tempo dei migranti“, a cura di Stefano Rota dell’Associazione Transglobal, pubblichiamo oggi la terza (qui la prima e qui la seconda) delle tre interviste* dedicate al ruolo del tempo nei processi migratori.   

Il tempo dei migranti: un’introduzione

Presentiamo un’introduzione, a cura di Stefano Rota dell’Associazione Transglobal, a tre interviste* che verranno pubblicate nelle prossime settimane, dedicate al ruolo del tempo nei processi migratori. 

Terzo settore in fondo

Una lettura di “Cronistoria semiseria di un operatore sociale precario” (Edizioni Spartaco, 2014) di Marco Ehlardo, con una testimonianza di Tamara Ferrari. Introduzione di Carlo Ciavoni, 

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