Teatro Coppola

Profezie che si avverano: un’imprudenza da fine...

A partire da oggi potrete scaricare gratuitamente dal nostro spazio web Com’è bella l’imprudenza. Arti e teatri in rete: una cartografia dell’Italia che torna in scena, il primo ebook interamente ideato, curato e pubblicato dalla redazione de il lavoro culturale. L’ebook può essere scaricato in formato mobi: Oppure in formato epub: Se i tasti pay with a tweet non dovessero funzionare, potete scaricare da qui l’ebook in formato mobi e da qui quello in formato epub Si tratta della ricostruzione partecipata – strutturata per brevi autobiografie collettive – di una cartografia in crescita delle arti e dei teatri che da un anno e mezzo stanno fiorendo lungo tutta la penisola. Tra queste queste pagine luminose troverete le tracce del contagio che sta seminando nuovi spazi di creazione, riflessione e cambiamento da nord a sud: dal Teatro Valle Occupato a La Balena, dal Teatro Coppola al Ricreatorio Marinoni, dal S.A.L.E. Docks al Nuovo Cinema Palazzo, dal Teatro Garibaldi a Macao, fino ad arrivare al Teatro Rossi Aperto. Nato dalla volontà di restituire una visione d’insieme a esperienze territorializzate tanto ricche e in totale controtendenza con la retorica della crisi, della fuga e della frammentazione, questo piccolo progetto editoriale si impegna a intrecciare […]

Teatro Coppola

Teatro Coppola Volevamo che la città si risvegliasse con un nuovo spirito, uno spazio restituito e rubato all’abbandono. Da sei anni il cantiere era ormai chiuso e il luogo negato alla cittadinanza. Molti ci chiedono come mai abbiamo premuto affinché si parlasse di “liberazione” e non di “occupazione”. Ma come si fa a parlare di occupazione quando ogni giorno passano da lì centinaia di persone. Uomini, donne, bambini, anziani che, con i loro cappotti per ripararsi dal freddo, applaudono al concerto barocco appena concluso. Occupato da chi? Liberato per chi? ci sembra la domanda più corretta. Da diverso tempo, in Italia, si respira un’insofferenza per la gestione pubblica della Cultura. La maggior parte degli spazi concessi dalle amministrazioni comunali, sempre secondo logiche clientelari, sono, di fatto, gestiti dai partiti e, anche quando la gestione pare essere più “illuminata”, si è, in realtà, vittime del giogo dei finanziamenti pubblici, che condizionano persino la programmazione degli spettacoli. I partiti risolvono la “questione cultura” con finanziamenti a pioggia, mal distribuiti, che favoriscono le grandi sale, quelle a partecipazione statale, a discapito delle piccole, le quali spesso cercano di sopravvivere con le briciole che rimangono. Lasciare la gestione della proprietà pubblica alle caste è […]

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