memoria

Esercizi di memoria e di storia (#ioricordo Gen...

di Vincenzo Idone Cassone «La memoria conta veramente – per gli individui, le collettività, le civiltà – solo se tiene insieme l’impronta del passato e il progetto del futuro, se permette di fare senza dimenticare quel che si voleva fare, di diventare senza smettere di essere, di essere senza smettere di diventare.» Italo Calvino In questi giorni lungo tutta la rete ricorre l’anniversario dei fatti del G8 di Genova: dieci anni, praticamente da ricorrenza. Non abbastanza, credo: più spesso il 2001 viene visto come anno di svolta per un’altra data certo importantissima, l’unica a fare storia (la storia del potere). L’11 settembre, croce e delizia degli storici contemporanei, periodo di svolta, ritorno al reale e altro ancora. Forse è proprio per questo che ho apprezzato così tanto la nascita, poche settimane fa, di #ioricordo Genova, pagina in cui è possibile condividere i propri ricordi di quei giorni, come base per un successivo racconto collettivo. La prima pagina del sito segnala: «Non vogliamo ricostruire i fatti di Genova o i processi che sono seguiti: è già stato fatto più volte, nelle sedi più adatte e in quelle meno adatte, con risultati che chiunque può valutare.» Questo è un punto importante: come […]

Thriller Republic. La memoria degli anni di pio...

di Daniele Salerno – Centro TraMe da «alfabeta2» «La mia immaginazione si sforzava senza riuscirvi di rappresentarsi i dialoghi non solo nei contenuti ma nelle frasi parola per parola, il tono delle voci, le possibilità dell’uso del discorso nel cuore del terrore. E insieme sentivo la certezza desolata che quei dialoghi non si sarebbero mai più potuti ricostruire, che erano perduti per sempre». «Io so. Ma non ho le prove. Non ho nemmeno indizi. Io so perché sono un intellettuale, uno scrittore, che cerca di seguire tutto ciò che succede, di conoscere tutto ciò che se ne scrive, di immaginare tutto ciò che non si sa o che si tace». La prima citazione è di Italo Calvino: era il 1978, all’indomani del ritrovamento del corpo di Aldo Moro. La seconda citazione è di Pier Paolo Pasolini: era il 1974, l’anno della strage di Brescia, ancora oggi senza colpevoli per insufficienza di prove. Si tratta di due intellettuali e scrittori profondamente diversi, che di fronte a un elenco di stragi e assassini cercano di ricostruire una narrazione che possa fare a meno di “ciò che non si sa o che si tace”, della prova che continua a essere insufficiente. Gli anni […]

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