Cartesio

Il caso-limite dello zombie

I consumati, la crisi e la fase suprema del finanzcapitalismo di Marco Ambra Una suggestione, in questi giorni di temperature polari, mi viene da lontano, da un Seicento di razionalisti e scettici, di filosofi fanti-mercenari e molatori di lenti. Lavoro su immagini che non pensavo potessero saldarsi così bene, come la coltre di neve soffice caduta un paio di giorni fa, diventata in una notte la lastra di ghiaccio che ho appena spalato in cortile. Sorprendo Cartesio, come me alla finestra, a scrutare la strada e porsi dubbi inquietanti. Alla fine della Seconda Meditazione metafisica pensa di aver costruito un argine contro la forza straripante del dubbio iperbolico: la conquista della certezza del cogito, l’indipendenza della sua natura da quella dei corpi, costringono ad un percorso definito lo sviluppo della scienza moderna, razionale e deduttivo. Ma se l’autoevidenza dell’io e la sua implicazione in ogni atto di pensiero (Freud può attendere) sono tratti dal repertorio tradizionale della scolastica, la radicale alterità della natura del pensiero rispetto a quella del corpo è una novità assoluta. Conscio delle polemiche che lo investiranno, Cartesio afferma la necessità di conoscere l’io indipendentemente dalla natura e dalla conoscenza del corpo. Ne consegue un attacco su […]

Close