antisemitismo

#Evola – Fermare il virus

Il testo che pubblichiamo è espressione del comune sentire di un gruppo di lavoro di studiosi di differenti discipline storiche, è stato redatto con il contributo di Roberto Alciati, Leonardo Ambasciano, Luca Arcari, Sergio Botta, Francesco Cassata, Cristiana Facchini, Enrico Manera, Emiliano Rubens Urciuoli.

Lettera a un amico antisionista, di Pierluigi B...

di Nicola Perugini Difficile recensire un libro (Lettera a un amico antisionista, di Pierluigi Battista, Rizzoli, Bologna, 2011) che si pone domande e si dà risposte da solo, un libro il cui autore pretende di conoscere, saper riassumere e rappresentare gli argomenti con cui descrivere, confutare, riarrangiare e ritessere quelle stesse posizioni che intende attaccare. Difficile anche recensire un libro-bricolage di impianto messianico che raramente cita le fonti (a parte qualche “illuminato” maestro) di questo laborioso lavoro di impastatura di (copio l’autore) un «non ebreo, appassionato filosionista» il cui obiettivo è quello di mostrare la «sottile frontiera tra antisionismo e antisemitismo». Per carità, ancora oggi sono vive forme perniciose di antisemitismo che utilizzano tatticamente e retoricamente l’antisionismo; ma di queste in realtà l’autore non ne parla in maniera approfondita, anzi, i neonazisti mascherati da antisionisti sembrano sfuggirgli. Difficile, infine, leggere un libro che si pone sin dall’inizio –sin dal suo titolo– in una postura redentista: «amico malato, ti libererò dal Male» (e il tema del Male, soprattutto del Male necessario, impregna le pagine del testo). Non resta che riprenderne alcuni passaggi e smascherare i “trucchi” strutturali dell’impalcatura anti-antisionista di Battista. Fiamma Nirenstein –parlamentare responsabile dei rapporti con Israele di un […]

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