
Basaglia tra le righe: per un’analisi del...
Pubblichiamo un estratto da “Lavoro totale. Il precariato cognitivo nell’età dell’auto imprenditorialità e della Social Innovation” di Maurizio Busacca (CheFare / Doppiozero).

Pubblichiamo un estratto da “Lavoro totale. Il precariato cognitivo nell’età dell’auto imprenditorialità e della Social Innovation” di Maurizio Busacca (CheFare / Doppiozero).

Il contributo che segue, rientra in una sequenza aperta di riflessioni dedicate alle questioni che emergono attraverso la lettura di ciò che è accaduto nella notte del 13 novembre, avviata sul nostro sito a partire da sabato 28 novembre.[*]

Sul tema della festa attraverso tre libri italiani recenti: “Muro di casse” di Vanni Santoni, “La festa è finita” di Eugenio Vendemiale e “Teoria della classe disagiata” di Raffaele Alberto Ventura. Con apparizione finale di Luciano Gallino.

L’articolo qui tradotto è il primo intervento di un lavoro articolato in quattro puntate in via di pubblicazione su Middle East Monitor. Qui, la parte introduttiva.

“Libertà e lavoro dopo il Jobs Act di Giuseppe Allegri e Giuseppe Bronzini” (DeriveApprodi, 2015) andrebbe letto solo perché mette in discussione l’invenzione di una tradizione diffusa a destra e a sinistra, in alto e in basso: il lavoro salariato e, più in generale, subordinato è una norma generale, un dato naturale, un’essenza a cui tutto deve tornare.

In occasione della pubblicazione de “L’esausto” (Nottetempo, Roma, 2015) di Gilles Deleuze, pubblichiamo la nota introduttiva di Ginevra Bompiani.

Il Giubileo della misericordia in controluce: gestione della sicurezza, cura delle anime e controllo sociale nell’analisi di Paolo Vanini.

A sette anni dall’operazione Piombo Fuso, pubblichiamo oggi un estratto da “Gaza e l’industria israeliana della violenza”, di Enrico Bartolomei, Diana Carminati e Alfredo Tradardi (Derive Approdi 2015).

Martedì 1 dicembre 2015 i coniugi statunitensi Mark Zuckerberg e Priscilla Chan hanno reso pubblica la notizia della nascita della loro primogenita Max, attraverso una lunga lettera postata nella sezione “Note” del profilo Facebook del marito.