Estetica del virtuale. Arte Relazioni Città

Un progetto artistico a Potenza dal 13 al 19 aprile 2011

di Francesco Scaringi

“Estetica del virtuale. Arte Relazioni Città”, è un progetto curato dall’Associazione Basilicata 1799 che intende misurarsi con alcune importanti questioni che riguardano il presente ed il futuro della nostra società: il rapporto tra reale e virtuale, le tecnologie digitali, i new media e le varie forme espressive, comunicative ed artistiche, attraverso incontri, opere, istallazioni e situazioni artistiche nella città di Potenza. È anche un segno di “resistenza” nel nostro Paese contro gli attacchi che a tutti i livelli vengono populisticamente lanciati contro la cultura. Un atto di “resistenza” attiva contro coloro che vogliono impedire la crescita culturale e civile della società. È questa l’azione di una “rete” di soggetti che quotidianamente operano nel campo della cultura e dell’arte per far emerge la voglia di esistere, manifestare le proprie competenze, rivendicare libertà e autonomia, convinti, contro la generale miopia, che l’arte e la cultura siano un grande volano di sviluppo civile ed economico. Infatti il progetto non è segnato da alcuna presenza pubblica sia in termini di patrocinio che di finanziamenti, ed è una prima tappa per innescare dal basso circuiti virtuosi di collaborazione e produzione.

Il progetto s’inserisce nell’ambito della ricerca, che l’Associazione Basilicata 1799, sta da anni conducendo in riferimento alle nuove forme di rappresentazione della contemporaneità, come già sviluppate per altri ambiti con Infinities e nelle edizioni del Festival Città delle Cento Scale e di Arte in Transito. Paesaggio Urbano e Arte Contemporanea, che si sono svolti a Potenza negli scorsi anni. Il tema che lega queste operazioni è senz’altro quello della città contemporanea quale metafora del mondo attuale, ponendo l’accento sull’idea di “transito” in cui i classici concetti di luoghi, identità e storia si incontrano e si scontrano con dimensioni dettate dall’idea di flusso, simultaneità, interattività e globalità. La proposta progettuale intende, in questo modo, aprire un confronto riflessivo e produttivo interrogando i diversi linguaggi artistici, estetici, politici, e ponendosi, nel contempo, l’interrogativo su come operare per riqualificare gli spazi pubblici attraverso la produzione di nuovi sensi e significati. Ecco perché il fulcro del progetto sta, soprattutto, nelle operazioni che i soggetti “locali” metteranno fattivamente in campo nella città. Le varie attività si articoleranno in tre sezioni: PERCORSI, dedicata agli aspetti più strettamente di riflessione teorica, a cui parteciperanno Bruno Di Marino, Roberto Diodato, Pietro Montani; PRATICHE, in cui artisti quali il duo Bianco-Valente e Paolo Rosa, uno dei fondatori di Studio Azzurro, che da molti anni si interessano alle problematiche del multimediale e dell’interattività, interagiranno con gli artisti della scena potentina e lucana negli spazi da essi creati e gestiti in città; OPERE/AZIONI in cui artisti e gruppi delle “Stazioni Creative” della città di Potenza – che in rete partecipano al progetto – inaugureranno istallazioni, opere e svilupperanno performance e momenti di festa creativa in alcuni luoghi della città, con il fine di coinvolgere attivamente il pubblico in situazioni artistiche.

In questa prima fase la riflessione si snodo intorno a realtà “inedite” che necessitano di una riarticolazione delle categorie interpretative della stessa realtà e delle sue dinamiche produttive sia nell’ambito “materiale” che “immateriale”. La tecnologia digitale, prospetta nel contempo vere e proprie trasformazioni nel campo percettivo, cognitivo, apprenditivo, comunicativo ed estetico. L’attenzione, si dirige in modo particolare verso l’arte contemporanea (quale profondo sintomo delle trasformazioni in atto) che si trova ad esplorare territori che, se per alcuni aspetti risultano inediti, per altri rappresentano una “realtà” che la sopravanza, aprendo in questo modo a quella dimensione del sublime che Kant ha posto al centro della sua riflessione estetica. Questo processo di virtualizzazione (P. Lévy), che è presente in campi e saperi differenti, mette in crisi lo stesso concetto di arte così come lo abbiamo conosciuto nella lunga storia della cultura occidentale, aprendo alla necessità di una rivisitazione dell’elaborazione delle categorie estetiche a partire dal concetto di “riproducibilità tecnica” avanzata da Walter Benjamin in un saggio di importanza storica. Nel contempo, ci si chiede se non si è in presenza di processi di forte “anestetizzazione” della sensibilità e del percepire. La questione che teoricamente e praticamente si avanza con più forza è come determinare un nuovo ed innovativo “spiazzamento” della percezione, oggi, assolutamente necessario. Si proverà a rispondere a questi problemi teorici e pratici, in questa prima fase, sviluppando alcuni nodi tematici di una mappa concettuale a partire dalle riflessione degli ospiti. In particolare, nel corso di questi anni, Pietro Montani ha richiamato più volte l’attenzione su quel processo di “generale s-pensieramento del sensibile”, di “svuotamento di senso” che caratterizza l’universo delle immagini prodotte tecnicamente. In questo modo, avviene – da un lato – la “riduzione del senso comune (nell’accezione kantiana e arendtiana) a un semplice giudizio dei sensi”, che tende non solo a farsi orientare e programmare in termini di gusto, ma anche a surrogare senza residui il giudizio politico; dall’altro, “la manipolazione e l’amministrazione tecnica della sensibilità, volte a livellare e tendenzialmente a neutralizzare la sua esposizione al contingente, impegnandola nella sistematica conversione del sentimento in sensazione”. Naturalmente, le grandi trasformazioni tecnologiche (in particolare, l’immagine elettronica) consentono anche “aperture del tutto significative sulle dinamiche interattive”, capaci di produrre due importanti e rilevanti fenomeni: 1. “il carattere immersivo (vs rappresentazionale o variamente simbolico) dell’immagine, che tende a presentarsi come un vero e proprio “ambiente” e a istruire in questo senso l’esperienza che se ne deve fare”; 2. “la prestazione interattiva (vs. contemplativa o riflessiva) richiesta affinché l’immagine stessa si fenomenizzi”. Si proverà a far dialogare questa interpretazione, calandola all’interno del lavoro artistico che Studio Azzurro sta portando avanti da anni, con particolare riferimento alle ultime installazioni: “Fanoi” (a Potenza) e “Sensitive city” (lavoro presentato a Shangai). Anche Paolo Rosa, nel suo tracciato teorico, riflette da tempo sulle possibilità offerte dai nuovi strumenti della tecnologia, dotati di un’intelligenza programmata e centralizzata che impone nuove procedure, nuovi atteggiamenti e nuove consapevolezze. In particolare, da una fruizione passiva dell’opera, ci si sposta all’interno di una dimensione partecipativa, interattiva. La città stessa è un “bene relazionale” (H. Arendt) la comunità è un essere-in-comune: “una dimensione che non è derivata da un processo sociale, ma è originaria, perfino archi-originaria: il nostro essere-in-comune sta cioè all’inizio, il nostro singolare significa essere-con” (J.-L. Nancy). Questo determina una trasformazione dello statuto stesso dell’opera. È come se il centro dell’interesse non fosse più nell’oggetto artistico, quanto in “un’arte/opera fuori di sé”, vale a dire in una nuova dinamica artista/pubblico che diviene il vero e proprio fulcro espressivo. L’opera diviene, a questo punto, dialogo, invenzione dello spettatore, rito. Così molte cose cambiano: la figura dell’artista che diviene progettista di accadimenti/eventi e di comportamenti, assumendo in questo modo una responsabilità etico-sociale; l’idea di pubblico o spettatore, che diviene soggetto e interprete dell’opera stessa con le sue emozioni, la sua predisposizione al dialogo, le sue intrinseche potenzialità. Ci troviamo in presenza di una nuova dimensione etica dell’operare artistico così come di fronte ad una nuova estetica delle relazioni.

 

 

 

PROGRAMMA

 

Mercoledì 13 Aprile

ore 17,00

SALA DEL CAMPANILE / PALAZZO LOFFREDO

PERCORSI

Bruno Di Marino, critico cinematografico

Oltre il cinema, oltre il video.

L’immagine sperimentale in movimento nell’attuale

contesto internazionale

 

PRATICHE

Bianco-Valente, artisti

Visibile / Invisibile

 

ore 20,30

SCALE MOBILI VIALE MARCONI

Corridoio di collegamento tra la prima e la seconda

rampa di scale mobili con accesso da Viale Marconi

OPERE/AZIONI

Gommalacca Teatro

Out of joint / Fuor di sesto

Primo studio su “Misura per Misura”

di William Shakespeare

a cura di Gommalacca Teatro con gli allievi

del laboratorio teatrale di compagnia

 

Giovedì 14 Aprile

ore 20,30

VIA PRETORIA (Portasalza)

OPERE/AZIONI

La luna al guinzaglio / Salone dei rifiutati

Pronto, chi scorre?

Ovvero Grondaie senza telefoni

Installazione site specific

 

Venerdì 15 Aprile

ore 21,00

CARPE DIEM VIA XX SETTEMBRE

OPERE/AZIONI

Abito In Scena

+ Redhouse Lab + Club Cult Crew + Dj Devasto

Azione condivisa.

Festa creativa per voci e corpi

 

 

 

 

Lunedì 18 Aprile

ore 17,00

SALA DEL CAMPANILE / PALAZZO LOFFREDO

PERCORSI

Roberto Diodato

Università Cattolica del Sacro Cuore, Milano

L’opera d’arte nell’epoca della sua irriproducibilità

tecnologica

PRATICHE

Paolo Rosa, Studio Azzurro

L’arte fuori di sé (I)

ore 19,00

SALA DEL CAMPANILE / PALAZZO LOFFREDO

OPERE/AZIONI

Generazione Zero

Refresh

 

Martedì 19 Aprile

ore 17,00

SALA DEL CAMPANILE / PALAZZO LOFFREDO

PERCORSI

Pietro Montani

Università La Sapienza / Roma

La realtà delle immagini nel mondo ipermediale

PRATICHE

Paolo Rosa, Studio Azzurro

L’arte fuori di sé (II)

 

ore 19,30

MUSEO ARCHEOLOGICO / PALAZZO LOFFREDO

OPERE/AZIONI

Amnesiac Arts

Opera 11-21 di Ellepluselle

ore 20,30

PIAZZA MARIO PAGANO

Elisa Laraia

Orfeo Hotel Contemporary Art Project

Private Conversation III

Videoproiezione in loop audio diffuso

 

 

 

L’ARTISTA PLURALE / INCONTRI

Mercoledì 13 Aprile

ore 10,00

ABITO IN SCENA / SOtTEATRO (vico Laura Battisti)

Bianco-Valente

incontra la rete territoriale delle “Stazioni Creative”

 

Martedì 19 Aprile

ore 10,00

ORFEO HOTEL CONTEMPORARY ART PROJECT

SALONE DEI RIFIUTATI (c.da Bucaletto Marrucaro 14/16)

Paolo Rosa, Studio Azzurro

incontra la rete territoriale delle “Stazioni Creative”

 

 

 

 

 

Documenti allegati

Print Friendly, PDF & Email
Close