Focus

sono spazi di approfondimento dedicati a tematiche che riteniamo particolarmente emblematiche e necessarie per una comprensione a più dimensioni della contemporaneità. Peculiarità di questi approfondimenti è la coralità attraverso cui viene costruita una visione d’insieme dei contesti analizzati. La narrazione è infatti prodotta da un intreccio di contributi differenti proposti da ricercatori e professionisti specializzati nelle diverse aree delle scienze umane.

Le figlie delle streghe

di Alessandra Molinero e Martina Tarasco Piazza Salimbeni piena, molto più di quanto ci si sarebbe aspettati. La manifestazione senese, con l’eco delle altre, in ogni città, è stata bella. Era il momento giusto. “Se non ora quando?” per l’appunto. L’affluenza è stata considerevole. Le donne c’erano e c’erano anche gli uomini, anzi a tratti sembravano loro, i maschi, i più numerosi. Il che stimola riflessioni, anche polemiche. Da giorni ormai gli uomini erano chiamati a raccolta dai volti noti che hanno promosso la manifestazione. Certo rincuora vedere tante facce maschili in quella piazza. La solidarietà e l’identificazione sono un motore importante nelle lotte di piazza. Siamo d’accordo che il tema dell’immagine femminile e quello del ruolo dei maschi oggi siano il recto e il verso di uno stesso argomento. E che proprio la distinzione dei due abbia finito nel passato per logorare e impoverire entrambi. È necessario costringere la riflessione sui due fronti, serratamente parallela e continuamente intersecata; altrimenti non serve. Interessante però sarebbe contemporaneamente scoprire quanti di quegli uomini che oggi si sentivano parte della manifestazione e probabilmente anche eticamente fieri di esserci, predicano bene e razzolano male: covano cioè, nelle pratiche quotidiane e nelle relazioni personali, sotto […]

Eccessiva tolleranza nei confronti dei regimi d...

di Andrea Segre Questo articolo è stato originariamente pubblicato online sul blog del suo autore il 14 febbraio. Andrea Segre, regista del collettivo Zalab e studioso di strategie di comunicazione sociale e pubblica, interverrà al seminario “il lavoro culturale” il 9 marzo per presentare il film Il sangue verde. Devo ringraziare il Ministro Maroni, perché nella sua indubitabile intelligenza di uomo politico offre sempre l’occasione di smascherare l’ipocrisia delle politiche italiche sull’immigrazione. Stanno arrivando centinaia di ragazzi tunisini sulle coste italiane. E come li definisce Maroni? “Esodo biblico di fronte al quale l’Europa non può lasciarci soli.” Ci sono tre motivi che spingono un uomo politico a pronunciare rapidamente la definizione di un problema: per alimentare un’emozione, per indicarne una soluzione e per coprirne altre spiegazioni. L’emozione da alimentare è chiaramente quella paura per l’invasione dei clandestini che tanto rende elettoralmente. La soluzione suggerita è che l’esodo va fermato e va fatto rafforzando i poteri militari tunisini con soldi europei. Ma quali sono le spiegazioni che invece Maroni rapidamente vuole coprire? Sono principalmente tre: 1. L’Italia ha costruito la sua strategia di gestione dei flussi d’immigrazione sul finanziamento ai regimi dittatoriali del Maghreb, facendo finta che tali non fossero, mettendosi […]

La Giornata della memoria

«Che cosa avreste fatto se vi foste trovati all’interno di quella immensa macchina amministrativa?». Con questa domanda Gad Lerner introduce il dibattito che segue lo spettacolo di Marco Paolini Ausmerzen, andato in onda il 26 gennaio dall’ex-ospedale psichiatrico Paolo Pini di Milano in occasione della Giornata della memoria. Si rivolge, Lerner, ai pochi e selezionati spettatori presenti e implicitamente ai molto più numerosi telespettatori – che per fortuna non possono intervenire con un sms da casa – creando un tensione paradossale benché naturale. Come si può rispondere ad una domanda del genere? Qualcuno di voi avrebbe eseguito gli ordini di Hitler e sterminato migliaia (milioni?) di persone “anormali”, a questo quesito si chiede di fornire una soluzione. Non ci può essere risposta, a prima vista; eppure qualche coraggioso si fa avanti: “Ho la presunzione di dire che non lo avrei fatto”. Una possibilità allora esiste, evidentemente, ma forse non è in questa direzione che va cercata. Dopo un paio di interventi, invece, inaspettata arriva: “Non si può sapere se l’avremmo fatto o meno, ma di sicuro abbiamo bisogno di strumenti culturali forti per far sì che quanto è successo non si ripeta”. È da qui dunque che bisogna partire. Ausmerzen […]

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