Redazione

migrazione

La strada dell’asilo politico passa per Siena

Domani, giovedì 16 giugno alle 15.30, in aula H della facoltà di Lettere e Filosofia di Siena (via Roma 47), si svolgerà l’incontro Iran-Italia: la strada dell’asilo politico. Protagonisti di questo appuntamento saranno Azam Bahrami e Mehdi Nakhl Ahmadi, coppia di intellettuali rifugiati politici iraniani, ospiti del centro SPRAR di Crotone gestito dalla cooperativa Agorà Kroton, e la portavoce dell’associazione Iranian Human Rights Zahra Toufig. Il lavoro culturale sta ospitando da diversi mesi intrecci analitici e narrativi che danno la possibilità di confrontarsi su tematiche differenti mettendone in evidenza i nessi di unione. Occuparsi oggi di migrazioni e nello specifico di rifugiati politici consente infatti in questo caso di poter accedere alle relazioni necessarie che intercorrono tra diritto, pratiche di resistenza e politiche internazionali. Filo rosso di tali relazioni sarà in questa occasione la narrazione orale. La prospettiva d’osservazione che verrà acquisita sarà infatti quella di due testimoni che, partiti dal loro paese nell’ottobre del 2010, passando i confini di terramare che dividono il loro paese dal nostro, hanno raggiunto le coste di Crotone per chiedere asilo politico. Le prigioni dell’Iran, la fuga verso la Turchia, la lunga attesa chiusi in un albergo a Ismir nella speranza di poter salpare […]

acqua bene comune

Tommaso Fattori – Lo stato dell’acqua

Beni comuni e democrazia partecipativa Registrazione audio dell’intervento di Tommaso Fattori Lo stato dell’acqua. Beni comuni e democrazia partecipativa. Evento speciale del seminario “il lavoro culturale”.

In ultima istanza. Foucault in Iran: rivoluzion...

di Wu Ming 1 da “Giap” Nell’ottobre del 1978 Michel Foucault (d’ora in avanti MF) visita un Iran già scosso dai moti di piazza contro lo Scià, moti che il regime reprime nel sangue, con l’unico risultato di rafforzare la determinazione popolare. La cacciata di Reza Pahlavi [foto a destra] è ormai imminente, tutti sentono che una rivoluzione è dietro l’angolo, ma nessuno sa dire di quale rivoluzione si tratti. In quest’autunno, le parole d’ordine sono poche, chiare, focalizzate. Tutte le correnti politiche e le classi sociali fanno convergere gli sforzi in un’unica, pressante richiesta: «Via lo Scià!» C’è già chi parla di un “governo islamico”, ma l’ayatollah Khomeini è ancora in esilio a Parigi, l’evento rivoluzionario ha tante anime ed è ancora “in fusione”. MF si entusiasma per l’energia che circola, scrive diverse corrispondenze per il “Corriere della sera”, ha intuizioni folgoranti ma è anche vittima di “sviste”. “Sviste” in parte intenzionali: MF si dichiara incapace di «scrivere la storia del futuro», non si pone il problema di quale regime nascerà dall’evento rivoluzionario. Quel che gli preme è analizzare quest’ultimo come frattura storica, rottura di un ordine, fine di un assetto politico e di un modello sociale. MF interpreta […]

Tutti i futuri sconfitti esistono accanto a noi

In attesa della partecipazione di Wu Ming 1 mercoledì 1 giugno al seminario “il lavoro culturale”, segnaliamo: Tutti i futuri sconfitti esistono accanto a noi (MP3, 160k, 18 MB. Durata: 15 min). Intervento a Officina Italia, Milano, 21 maggio 2009, incontro “Prigionieri del presente”. The Gernsback Continuum, racconto di William Gibson. I fantasmi semiotici del futuro che abbiamo perso. Un pomeriggio a Marsiglia, vociare di bambini, Le Corbusier.

Qualche lettera sulle elezioni

di Bruno Pepe Russo Questo articolo è stato pubblicato sul blog “404: file not found” il 17 maggio. A di Alternativa La parola di queste elezioni è Alternativa. Berlusconi e il suo discorso non convincono più completamente. Una Lega più forte o la riapertura al centro sono le alternative a destra. Per quella a sinistra, il centrosinistra unito (come a Bologna, Torino e Milano, e come dovrà essere al secondo turno a Napoli) è condizione necessaria, ma non sufficiente. Servono anche idee chiare, un discorso che parli della gente, dei problemi reali, ritessendo una composizione sociale alternativa alle destre e dandole spazio con candidati e proposte alternativi al berlusconismo e alle ideologie di cui è “silenzioso” portatore: il liberismo, la dismissione del pubblico e dei beni comuni, una società dei consumi e della salvezza personale. Così Pisapia, dopo aver portato anche Boeri sulla gru con i migranti, lo ha battuto alle primarie. Così De Magistris ha cancellato le primarie napoletane dello scandalo, portando nelle liste i comitati popolari contro le discariche. B di Berlusconi A Milano aveva giocato tutto. La continuità del suo discorso e della tenuta della sua sfrangiata maggioranza. Si era candidato capolista, aveva fatto sponda alla Moratti […]

Acquario. Una fuga

[A pochissimi giorni dall’intervento di Wu Ming 1 al seminario “il lavoro culturale”, segnaliamo l’evento teatrale Acquario, ispirato al racconto In mezzo alla polla sguazzava un pesce rosso di Wu Ming, che si svolgerà stasera alle ore 20.30 presso il Teatro del Costone di Siena.] Acquario è una drammaturgia originale che trae ispirazione dal racconto dei Wu Ming In mezzo alla polla sguazzava un pesce rosso, da un celebre discorso del regista danese Lars Von Trier e da alcuni monologhi dello scomparso stand up comedian Bill Hicks. Acquario è una constatazione: quando per convenienza, calcolo, corruzione, pigrizia, si smette di difendere un proprio valore, un proprio diritto, questo verrà messo in discussione e monopolizzato da altri. L’acqua, dunque, come specchio che riflette il nostro tempo, le sue storture, le sue grottesche normalità. Con Francesco Pennacchia Regia Francesco Perrone Costumi Barbara Trisciani Disegno luci Tommaso Innocenti Regista assistente Fabrizio Trisciani Info e prenotazioni: info@straligut.it Ingresso gratuito

Presentazione de Il memoriale della Repubblica ...

Riportiamo di seguito la registrazione audio della presentazione del libro di Miguel Gotor Il memoriale della Repubblica. Gli scritti di Aldo Moro dalla prigionia e l’anatomia del potere italiano (Torino, Einaudi 2011), avvenuta a Pistoia il 9 maggio in anteprima nazionale e trasmessa da Radio Radicale. Miguel Gotor è professore di Storia Moderna all’Università di Torino e collaboratore de «Il Sole 24 ore». Si occupa di santi, eretici e inquisitori tra Cinquecento e Seicento e ha pubblicato, tra l’altro, I beati del Papa. Inquisizione, santità e obbedienza (Firenze, L. Olsckhi, 2002, Premio «Desiderio Pirovano» 2003) e Chiesa e santità nell’Italia moderna (Roma-Bari, Laterza, 2004). Per Einaudi, nel 2008, ha curato il volume Aldo Moro. Lettere dalla prigionia, con il quale ha vinto il premio «Viareggio-Repaci» per la saggistica. Miguel Gotor parteciperà domani al seminario “il lavoro culturale” con un intervento dal titolo Il Memoriale di Aldo Moro: fonti e problemi. Fonte: Radio Radicale (CC BY 2.5)

Thriller Republic. La memoria degli anni di pio...

di Daniele Salerno – Centro TraMe da «alfabeta2» «La mia immaginazione si sforzava senza riuscirvi di rappresentarsi i dialoghi non solo nei contenuti ma nelle frasi parola per parola, il tono delle voci, le possibilità dell’uso del discorso nel cuore del terrore. E insieme sentivo la certezza desolata che quei dialoghi non si sarebbero mai più potuti ricostruire, che erano perduti per sempre». «Io so. Ma non ho le prove. Non ho nemmeno indizi. Io so perché sono un intellettuale, uno scrittore, che cerca di seguire tutto ciò che succede, di conoscere tutto ciò che se ne scrive, di immaginare tutto ciò che non si sa o che si tace». La prima citazione è di Italo Calvino: era il 1978, all’indomani del ritrovamento del corpo di Aldo Moro. La seconda citazione è di Pier Paolo Pasolini: era il 1974, l’anno della strage di Brescia, ancora oggi senza colpevoli per insufficienza di prove. Si tratta di due intellettuali e scrittori profondamente diversi, che di fronte a un elenco di stragi e assassini cercano di ricostruire una narrazione che possa fare a meno di “ciò che non si sa o che si tace”, della prova che continua a essere insufficiente. Gli anni […]

Memorie di confine tra modernità e nuova Europa...

Raccontare, commemorare, dimenticare di Alessandro Cattunar COSTRUZIONE DELLA MEMORIA, INVENZIONE DELLA TRADIZIONE E COMUNITÀ IMMAGINATE I processi di nascita e sviluppo delle memorie e, di conseguenza, anche i meccanismi relativi alle identità, sono essenzialmente dei processi di costruzione, confronto, sintesi e invenzione che operano attraverso diversi “oggetti”. Le memorie non si costituiscono solo a partire da ricordi e narrazioni (scritte, orali, televisive o informatiche), da miti o leggende, ma dispongono anche di oggetti concreti, come monumenti, cimeli, manifestazioni sociali, cerimonie pubbliche, istituzione di simboli riconosciuti. Attraverso tutti questi elementi la memoria viene costruita, riprodotta, conservata e trasmessa da una generazione all’altra. In questi processi assumono facilmente un ruolo fondamentale le istituzioni e i poteri politici. La commemorazione è il processo di istituzionalizzazione di un ricordo […] rappresentazioni che riguardano eventi ritenuti significativi da e per un determinato gruppo. […] Nella sua fase originaria [la commemorazione] è qualcosa di simile all’elaborazione di un lutto. Commemorare è ricordare assieme, dar voce e gesto a un dolore. [28] La scelta di commemorare non è mai un’operazione neutra: implica scelte e valutazioni. Bisogna capire chi e cosa è necessario ricordare. È, evidentemente, una scelta politica. “Gruppi diversi che hanno valori e giudizi diversi, vogliono ricordare […]

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