
Le mafie di Roma. Dibattito pubblico e problemi...
Che a Roma ci sia la mafia sembra oramai un fatto ampiamente condiviso. Da decenni nella Capitale e lungo il suo litorale convivono mafie tradizionali, gruppi autoctoni e criminalità straniera.

Che a Roma ci sia la mafia sembra oramai un fatto ampiamente condiviso. Da decenni nella Capitale e lungo il suo litorale convivono mafie tradizionali, gruppi autoctoni e criminalità straniera.

Pubblichiamo in anteprima web alcuni estratti dall’introduzione e dal primo capitolo di Mafie del Nord. Strategie criminali e contesti locali, curato da Rocco Sciarrone per l’editore Donzelli. Il volume è il frutto di un lavoro promosso dalla Fondazione RES di Palermo e condotto da tredici ricercatori in diverse aree del centro e del nord Italia.

Se non vogliamo che tutto rimanga com’è Pubblichiamo di seguito, in anteprima nazionale, un estratto del libro-intervista (uscito per i tipi di Aliberti editore) di Loris Mazzetti, giornalista, regista e dirigente di Raitre, a Nino Di Matteo, magistrato antimafia da anni impegnato nelle indagini sulla presunta trattativa tra Stato e mafia e presidente dell’Associazione nazionale magistrati di Palermo. Un libro per molti aspetti illuminante, per la sua chiarezza e lucidità, in cui Di Matteo parla – e lo fa perché sa: cosa non comune, di questi tempi – di mafia, politica, istituzioni, P2, Riforma della giustizia, dipanando il filo che intreccia le une alle altre. È tutto davanti ai nostri occhi: come abbiamo fatto a non accorgercene prima? LORIS MAZZETTI: All’inizio di questo nostro dialogo hai introdotto il rapporto tra mafia e politica. Mi ricordo quello che disse il pentito Buscetta a Falcone quando questi aveva iniziato a indagare sul rapporto tra Cosa nostra e politici: «Decidiamo chi di noi deve morire per primo». Questa frase il boss l’ha così motivata: «Se già è un problema parlare di Cosa nostra perché non ci sono prove, perché non esistono tessere, perché non esistono atti di notaio, se già è una difficoltà […]