Leviatano

Farsi soggetti sovrani

Pasolini, discutendo di Salò, sosteneva che nulla è più anarchico del potere, perché il potere fa ciò che vuole, e ciò che vuole il potere è completamente arbitrario. Eppure, a scrutare il fondo uccisore della sovranità moderna, emerge la fragilità di un potere che ha bisogno, per esistere, del riconoscimento delle proprie vittime. Come una preghiera di Dio, l’ordine implora di essere amato, anche da coloro che mette a morte. Di questa che nel libro di Francescomaria Tedesco, Eccedenza sovrana (Mimesis 2013), viene definita “teurgia politica” beneficia Barnardine, l’assassino boemo di Misura per misura di Shakespeare, che alla chiamata al patibolo risponde con un’imprecazione: non ha voglia di morire, e non morirà, e al potere “gli prenda la peste alla gola”. È così che egli si fa sovrano. Al pari dello Stato e contro lo Stato. Di Eccedenza sovrana pubblichiamo l’Introduzione.

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