Fare ricerca

Fare Ricerca: temi, metodi e sviluppi di un mestiere incerto

Da una collaborazione con il Laboratorio di Etnosemiotica nasce la rubrica “Fare Ricerca: temi, metodi e sviluppi di un mestiere incerto”.

Margaret Mead insieme a un’abitante di Samoa durante il periodo di ricerca sul campo (1925-1926)

Fare ricerca significa molte cose. Vuol dire utilizzare strumenti metodologici, costruire “oggetti” da analizzare, raccogliere informazioni su un avvenimento, un fatto, un fenomeno o anche scrivere progetti, elaborare e rielaborare teorie. Fare ricerca vuol dire produrre conoscenza. La ricerca è uno dei motori delle università che viviamo, delle scuole e dell’ambiente educativo.

Fare ricerca vuol dire anche scontrarsi con la realtà e con la complessità dei fenomeni studiati, nonché con i problemi che quotidianamente un ricercatore deve affrontare all’interno del mondo accademico e istituzionale (scadenze, ricerca di fondi, partecipazione a bandi e call, convegni). La ricerca è un mestiere complicato, che vive costantemente al limite tra teoria e pratica.

Il Laboratorio di Etnosemiotica è un progetto operativo del CUBE Centro Universitario Bolognese di Etnosemiotica, che ha sede presso il Dipartimento delle Arti dell’Università di Bologna. Dalla fine del 2014 organizza cicli di incontri rivolti a studenti, dottorandi, ricercatori, professori e curiosi, oltre a occuparsi di ricerca pratica, metodologica e teorico-epistemologica.

L’ultimo ciclo di incontri del Laboratorio ha fatto luce su alcuni aspetti pratici e teorici del fare ricerca. L’obiettivo è stato quello di mostrare quali sono i passi da compiere quando s’intende dare inizio a un progetto di ricerca – dalla scelta del tema ai passaggi metodologici – e cosa accade quando il metodo di scontra con “la pratica”.

La rubrica Fare Ricerca: temi, metodi e sviluppi di un mestiere incerto, omonima all’ultimo ciclo di incontri organizzati dal Laboratorio di Etnosemiotica, è un’occasione per confrontarsi con un pubblico ampio e specializzato. Il problema della divulgazione – che è emerso ed è stato ampiamente trattato durante gli incontri – attanaglia le nostre università e si riversa sulla conoscenza,  creando erronee classificazioni del sapere, che vedono, da un lato le scienze dure, rigorose e precise, e, dall’altra parte, le scienze deboli, poco rigorose e spesso percepite come poco utili, soprattutto da parte di chi è alla ricerca di verità e certezze. Fare ricerca: temi, metodi e sviluppi di un mestiere incerto su il lavoro culturale raccoglie le comunicazioni del ciclo di incontri tenuti presso il Dipartimento di Arti Visive a Bologna nel periodo tra febbraio e marzo 2017.

Questa rubrica è uno spazio importante per abbattere le barriere metalinguistiche che l’accademia impone alle discipline interessate al dibattito promosso dal Laboratorio (semiotica, antropologia e sociologia, scienze umane e sociali). Il linguaggio specifico, necessario alla comunità accademica per comunicare i risultati delle scoperte scientifiche al proprio interno, spesso è causa della maggior parte dei fraintendimenti a cui si va incontro nei dibattiti pubblici.

Crediamo che fare ricerca significhi anche questo. Significa riuscire a rendere chiaro ed esplicito il contenuto dei propri progetti, trasmettendone l’entusiasmo che si prova nel vedere crescere i propri interessi. Fare ricerca significa anche ricostruire insieme il sapere e la conoscenza, che sono i pilastri fondanti delle nostre culture e dei nostri valori.

Le scienze umane vivono nel limbo dell’incomprensione, dell’ambiguità scientifica, delle parole grosse e dei concetti complicati. Una collaborazione con il lavoro culturale non è un limite per la ricerca scientifica, la quale spesso intende la “divulgazione”, la comunicazione del lavoro di indagine, come sinonimo di “semplificazione”. Questo spazio è, anzi, un valore aggiunto. Il valore della comprensibilità, della trasparenza dei concetti. Le scienze umane sono le scienze che privilegiano lo studio dell’uomo, ma parlare dell’uomo vuol dire parlare “con l’uomo e per l’uomo”. Sentiamo la necessità di rendere pubblico il nostro lavoro, e di imparare a tradurre in un linguaggio accessibile l’importanza delle nostre indagini.

Durante il ciclo di incontri sono stati chiamati a pronunciarsi sul tema dottorandi e studenti alle prese con percorsi di ricerca in atto. I relatori ci hanno raccontato le loro esperienze concrete, i loro temi e gli sviluppi futuri delle loro ricerche, insieme ai “trucchi”, i segreti e le strategie che un ricercatore mette in atto quotidianamente per affrontare il suo lavoro. Lo scopo di questo spazio è ospitare voci provenienti da diversi ambiti delle scienze umane, per descrivere in maniera approfondita e completa il duro mestiere di Fare Ricerca.

Per informazioni e collaborazioni potete contattare i referenti della rubrica – Paola Donatiello e Giuseppe Mazzarino – all’indirizzo: laboratorioetnosemiotica [at] gmail.com

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