Ruggero Eugeni

Lytro. La camera come ipersensore

Uno La Lytro Illlum, commercializzata a partire dall’aprile 2014, è la prima macchina fotografica plenottica, o “a campo luminoso” diffusa a livello prosumer. In pratica, essa permette di elaborare a fondo l’immagine dopo lo scatto, scegliendo un punto di vista all’interno di un certo range, variando a piacimento focalizzazione e distanza, e potendo infine ottenere due immagini da visionare con occhialini stereoscopici. La living gallery del sito dedicato al prodotto o i trailer preparati dalla stessa casa produttrice illustrano bene tali possibilità. La macchina deriva da due tradizioni di ricerca interconnesse. La prima fa riferimento al concetto di “campo luminoso”, inteso come la funzione vettoriale che descrive la quantità di luce che fluisce in ogni direzione attraverso ciascun punto dello spazio. Il concetto, introdotto nel 1936 da Alexander Gershun (sulla base di alcune idee espresse nel 1846 da Michael Faraday) fu applicato negli anni novanta agli studi di computer grafica che ricercavano il modo migliore di simulare illuminazioni e ombreggiature prodotte digitalmente mediante modelli matematici. La seconda tradizione di ricerca risale ai tentativi di Gabriel Lippmann (1908) di ideare un dispositivo di “fotografia integrale”, composta da centinaia di micro immagini prodotte da altrettante microcamere oscure e successivamente riassemblate in una immagine in […]

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