Paolo Peverini

Tecnologie indossabili e vita quotidiana

Google Ingress e le forme ludiche dell’esperienza mediale  La presunta, “naturale” assimilazione di apparati mediali sempre più smart, leggeri e indossabili nella sfera d’azione quotidiana degli individui sollecita una serie di questioni rilevanti per un’indagine incentrata sulle logiche che assicurano il funzionamento di pratiche di vita fondate su un “design esperienziale” (Eugeni 2010) e sempre più spesso descritte come immersive e aumentate. Particolarmente interessante si rivela in questo senso la riflessione sugli scenari prefigurati dalla diffusione crescente di vere e proprie “tecnologie della sensibilità” (Montani 2014), in particolare per quanto riguarda le ricadute sulle nozioni di testo e di narratività (Lorusso, Paolucci, Violi 2012), snodi centrali nella teoria semiotica, e della cosiddetta intermedialità. Questa espressione, spesso usata con eccessiva disinvoltura e approssimazione, rinvia a processi in realtà molto complessi e dallo statuto ancora incerto, sollecitando una teoria dei sistemi e dei processi della significazione ad affrontare, nel dialogo con l’estetica, cambiamenti di scenario di grande impatto spesso descritti nei termini di pratiche mediali tanto più “avvincenti” quanto “naturali”, tanto più coinvolgenti quanto “intuitive”. In particolare, se da un lato si assiste a una progressiva rinegoziazione della dialettica tra sfera pubblica e privata, dall’altro la crescente estetizzazione del vivere ordinario sollecitata […]

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