Hubert Damisch, o della teoria in arte
Sulla scomparsa di un pioniere e uno sperimentatore. Come ha scritto Angela Mengoni in un testo di omaggio pubblicato ieri su E/C (il giornale scientifico dell’Associazione Italiana di Studi Semiotici con la quale Damisch ha collaborato fin dalla sua fondazione), il pensiero e la scrittura dello studioso francese si sono «sempre formulati nei termini di una interrogazione [e] riguardano operazioni e dispositivi suscettibili di nutrire e orientare ricerche future». Si tratta di un percorso di ricerca improntato al rigore teorico e metodologico, alieno tanto alla pretesa di elaborare cartografie definitive quanto alla tentazione di impossessarsi del campo di studi sull’arte con un termine a effetto capace di garantire, giusto per qualche anno, il successo di una scuola. Forse, proprio per questo, ciò che lascia è ancora più grande e impegnativo per chi desideri interessarvisi o prendersene cura. Chi scrive queste righe non è stato un suo allievo. Di sicuro – in buona e abbondante compagnia – sono stato affascinato da opere come Teoria della nuvola (1972, ed. it. 1984), L’origine della prospettiva (1987, ed. it. 1992) e Le jugement de Pâris (1992), fino al recente La ruse du tableau (2016). Un barlume della luminosità di questi libri è ciò che … Leggi tutto Hubert Damisch, o della teoria in arte
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