Tutte le donne del rais

di Flavio Pintarelli

Nel momento in cui inizio a scrivere questo post (sono le 16.15 del 22 agosto 2011) il regime di Mu’ammar Gheddafi pare cedere sotto i colpi della ribellione che ormai da sei mesi gli muove guerra con l’aiuto della NATO.

Nella giornata di ieri, domenica 21 agosto, pur trovandosi ormai alle strette, coi ribelli che assediavano la capitale da più fronti, il regime non ha rinunciato ad esercitare quella che pare essere una delle prerogative proprie di ogni Potere: la produzione e la diffusione di immagini atte a rappresentarlo.

Sarà su due di queste immagini che mi soffermerò a riflettere, nella speranza di riuscire ad evidenziarne alcuni caratteri di interesse. Si tratta delle immagini di due donne: la prima raffigura una giornalista della televisione libica che, brandendo una pistola, si dichiara pronta al martirio in nome del rais; la seconda immagine – trasmessa durante il messaggio rivolto da Gheddafi alla nazione per spronarla alla lotta contro i ribelli accusati di essere dei “traditori” – raffigura una donna nell’atto di baciare un’effige del colonnello [1].

Ci si deve domandare, per cominciare ad analizzare queste due immagini, il motivo che ha spinto il regime libico ad utilizzare le immagini di due donne per chiamare a raccolta i suoi fedelissimi nell’ultima, disperata, resistenza.

Perché non mostrare immagini ben più virili e bellicose, ad esempio quelle dei soldati delle forze speciali in assetto da guerra o quelli di mezzi militari? Perché affidarsi, invece, ad immagini che, per lo spettatore occidentale (o almeno per il sottoscritto), paiono testimoniare soltanto l’estrema difficoltà del Colonnello, costretto a mobilitare ogni risorsa umana disponibile per scongiurare una sconfitta ormai imminente?

Alla prima domanda si può rispondere ipotizzando che, vessate dai raid aerei della NATO, le truppe del regime versino in uno stato di difficoltà così evidente che le loro immagini non possono più essere sbandierate per tenere alto il morale dei sostenitori del regime.

Per rispondere alla seconda domanda, invece, è necessario fare riferimento al ruolo occupato dalla donna nelle strategie di costruzione dell’immagine pubblica di Gheddafi. In molti si ricorderanno delle 40 Amazzoni, le guardie del corpo che accompagnano il rais in ogni sua apparizione pubblica. La scelta di circondarsi di guardie del corpo di genere femminile è stata giustificata più volte da Gheddafi stesso con la motivazione che le donne – quelle donne in particolare, cresciute nel culto della personalità del rais – sanno dimostrarsi, nei momenti difficili, ben più fedeli degli uomini.

Possiamo dunque leggere, alla luce di questa circostanza, le due immagini che stiamo analizzando come espressioni di fedeltà incondizionata nei confronti del capo. Questa incondizionata espressione di fedeltà viene declinata, nelle intenzioni del Potere che si rap-presenta nelle immagini delle due donne, entro un campo concettuale che possiamo descrivere nei seguenti termini: l’immagine della donna che bacia l’effige del dittatore celebra una sorta di “matrimonio mistico” che lega il destino della Libia a quello del suo presidente, autodefinitosi “padre della Libia e di tutti i Libici”. Mentre l’immagine della conduttrice armata di pistola, come si è già accennato, pare riferirsi alla volontà del Colonnello di combattere fino all’ultimo uomo e di non cedere, se non con la morte, all’avanzata dei ribelli.

Insomma, all’approssimarsi della fine, sembra che Gheddafi abbia rivolto al suo popolo un tetro ammonimento: il parricidio si potrà compiere solo e soltanto con un sacrificio sanguinoso, che non è soltanto il sacrificio del regime, ma il sacrificio di quella libertà dal colonialismo che il dittatore ha preteso di incarnare fin dalla presa del potere.

Starà al popolo libico dimostrare la forza necessaria per riuscire a giudicare il passato attraverso la costruzione del proprio presente.
[2]
[1] Di questa immagine non sono stato in grado di trovare tracce su Internet, in quanto faceva parte del videomessaggio alla Nazione trasmesso dalla televisione di Stato libica. Allego al pezzo, per ragioni di chiarezza, due immagini simili.

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