Tommaso Sbriccoli

La biografia politica di un terremoto

Guardare l’Aquila dal Gujarat (e viceversa) Questo testo non vuole essere la recensione di un libro. La sua ambizione è quella di mettere in circuito alcuni dei temi che il volume di Edward Simpson affronta con ciò che è stato scritto negli ultimi anni all’interno del focus di Sismografie di questo blog e nel libro[1] che porta lo stesso titolo. Al semplice consigliare o sconsigliare o riassumere le pagine di Simpson, vorrei in questo modo sostituire una loro messa a sistema nell’interessante dibattito che da tempo viene incoraggiato e ospitato su questo spazio di approfondimenti.

Un giorno e 29 anni a Bhopal (Seconda Parte)

Seconda parte del reportage sulla marcia di Bhopal dove, nel dicembre del 1984, migliaia di persone persero la vita a causa dell’esplosione di un serbatoio contenente una sostanza utilizzata per la produzione di pesticidi nell’impianto di produzione della Union Carbide Corporation.

Shifting Borders. Prospettive europee sulla cre...

di Stefano Jacoviello e Tommaso Sbriccoli [In occasione dell’uscita del volume a cura di T. Sbriccoli & S. Jacoviello, con una prefazione di Ulf Hannerz, Shifting Borders. European Perspectives on Creolisation (Cambridge Scholars Publishing), dedicato all’analisi dei processi di “creolizzazione” che caratterizzano l’Europa contemporanea e al ripensamento stesso di quel concetto, pubblichiamo in anteprima alcuni estratti dall’introduzione. Il volume è il frutto della ricerca scientifica condotta all’interno del Progetto Europeo Playing Identities: migration creolisation creation] 1. Destoricizzare un concetto Negli ultimi anni il concetto di creolizzazione è divenuto una presenza ricorrente nei lavori di studiosi provenienti da varie discipline. Spesso utilizzata come una metafora per comprendere le forme delle società contemporanee in un “mondo in globalizzazione”, i modi in cui l’idea di creolizzazione viene impiegata sono talmente differenti che in molti hanno criticato l’offuscarsi del concetto a causa del suo utilizzo teorico in contesti ben lontani dai territori coloniali dei Caraibi e dell’Oceano indiano, ovvero i luoghi in cui questo particolare processo è nato e si è sviluppato. […] Sebbene condividiamo alcune delle preoccupazioni espresse da certi studiosi quando si riferiscono al rischio che può comportare lo sradicamento di un concetto legato ad un contesto specifico per utilizzarlo in termini […]

Alì fuori dalla legge

di Tommaso Sbriccoli Quanto durano cinque giorni? Le risposte semplici a tale semplice domanda non sono più a nostra disposizione dopo aver attraversato il libro di Andrea Ravenda Alì fuori dalla legge. Migrazione, biopolitica e stato di eccezione in Italia, pubblicato da ombre corte nel 2011. Cinque giorni sono il tempo che un “immigrato clandestino” ha per allontanarsi dal nostro paese dopo aver ricevuto un decreto di espulsione. Cinque giorni sono anche lo spazio paradossale che ospita un’illegalità legale, una presenza che è già altrove, un corpo assente. Potremmo forse spingerci persino a dire che il bel libro di Andrea Ravenda, che copre vent’anni di storia e sei anni di etnografia della migrazione straniera in Italia, e principalmente in Puglia, non fa che scavare un buco nel tempo, il cui diametro misura esattamente cinque giorni, e ne affronta quindi l’analisi antropologica. Questo tempo divenuto spazio, della ricerca ed anche esistenziale (può qui tornare utile una frase di Gramsci riportata nell’esergo all’ultimo capitolo, “il tempo mi appare come una cosa corpulenta, da quando lo spazio non esiste più per me”) è ciò che rimane ad Alì, personaggio/informatore/uomo centrale nella costruzione del testo, rinchiuso (ma non esattamente) nel CPT Regina Pacis dopo una […]

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