televisione

VHS: Ai tempi dello schermo a tubo catodico

(Ovvero: quando la televisione sapeva raccontare il contemporaneo) di Silvia Jop Oggi la televisione, svanito l’intento originario che l’aveva partorita con il corpo e lo spirito di mezzo/strumento di formazione, informazione, approfondimento, analisi e comunicazione, si è trasformata in una sorta di sostanza stupefacente utile a riempire di vuoto gli angoli delle nostre teste e spesso strumentale per un’azione di rimozione forzata (indolore per via della potenza ipnotica dell’oggetto in questione) del carico quotidiano che ognuo di noi si trova a dover gestire nell’economia delle proprie giornate. All’accensione della televisione corrisponde, nella maggior parte dei casi, lo spegnimento di quella parte delle strutture cognitive utili all’esercizio dei processi elaborativi che ci consentono di trasformare in esperienza le cose che osserviamo e che viviamo. Come se, paradossalmente, all’evoluzione delle tecnologie che hanno portato l’oggetto “TV” – nato ingombrante e profondo come uno scatolone per i traslochi (quelli importanti, quelli di una vita), e diventato magro come una sottiletta (quasi senza corpo, come rinunciando allo spazio necessario a contenere la prospettiva di corpi fisici e concettuali) – fosse corrisposta un’involuzione delle sue prospettive e di conseguenza dei suoi contenuti. La televisione, per quanto riguarda la gran parte dei materiali che vi circolano […]

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