Stefano Ventura

Quarant’anni di vite terremotate

Il 23 novembre di quarant’anni fa uno spaventoso terremoto colpì la Campania e la Basilicata. Continuiamo la serie di approfondimenti su quell’evento ospitando una riflessione di Stefano Ventura, autore di “Storia di una ricostruzione. L’Irpinia dopo il terremoto”, recentemente uscito per Rubbettino editore.   

Al terremoto come alla guerra: il terremoto del...

Ricorre il centesimo anniversario del terremoto della Marsica, avvenuto il 13 gennaio 1915, che causò circa trentamila morti e devastò molti paesi in Abruzzo e nel Lazio. Stefano Ventura lo racconta ripercorrendo alcune notizie, contributi letterari e testimonianze di quel sisma.

Energie dalla terra. Coltivare lo spazio del fu...

Un bando di ricerca-azione su giovani e agricoltura È vero che i giovani stanno riscoprendo l’agricoltura come sbocco occupazionale e come scelta consapevole? In caso affermativo, quali sono le dinamiche che hanno creato questo trend? Come trasformare una tendenza momentanea in un valore aggiunto per i territori, creando anche comunità permanenti di attori attivi, responsabili e consapevoli?

20 anni fa il Nord sott’acqua; oggi è lo ...

Tra il 5 e il 7 novembre del 1994, le precipitazioni piovose causarono allagamenti, esondazioni e inondazioni in molte province del Piemonte: Cuneo, Alessandria, Asti e Torino furono le più colpite, i morti furono circa settanta, e circa duemiladuecento gli sfollati; i danni ammontarono a circa 10mila miliardi di lire. Molti danni e conseguenze furono provocati dall’esondazione del Tanaro e dai seicento millimetri di pioggia caduti in quarantotto ore.

Terremoti e rischio sismico: valutare, comunica...

di Dario Albarello, Fabio Carnelli e Stefano Ventura La difesa da eventi naturali potenzialmente dannosi ha dei costi che possono essere affrontati solo se si ha consapevolezza dei rischi cui si è esposti. I terremoti non fanno eccezione a questo semplice enunciato, con l’aggravante di essere eventi rari (nell’esperienza di vita dei singoli cittadini) che però si sviluppano nell’arco di poche decine di secondi, non permettendo nessun tipo di difesa nell’immediatezza dell’evento. Per questo motivo è assai necessario parlare di rischio sismico anche in un territorio come quello senese e soprattutto farlo “in tempo di pace”. Un’occasione per farlo è l’ampio dibattito sorto attorno alla sentenza dell’Aquila che ha condannato i componenti della commissione Grandi Rischi e che pone importanti interrogativi da risolvere (prevedibilità, responsabilità dell’intervento, ruolo della prevenzione, ecc.). Il problema ha aspetti tecnici (definizione dei possibili scenari sismici attesi, tecniche di difesa dai danni del terremoto) ma questi si collocano in un ambito assai più vasto. Infatti, ogni attività di prevenzione richiede decisioni politiche riguardo ad un numero di possibili opzioni e questa possibilità/necessità di scelta pone problemi importanti che riguardano il processo decisionale: chi decide, su che base e con quale consenso? Aspetti importanti in quest’ambito sono […]

Il terremoto degli operai e la sfida della prev...

di Stefano Ventura [*] Le scosse che hanno interessato l’Emilia Romagna e parte della Lombardia e del Veneto a partire dal 20 maggio scorso hanno provocato sette vittime il 20 maggio (ore 4 e04, magnitudo 5.9 ), e venti vittime il 29 maggio (ore 9, magnitudo 5.8). Un’altra scossa di forte entità (5.2 scala Richter) è stata registrata il 3 giugno (ore 21 e 20), e lo sciame sismico ha tenuto in allarme le aree e le popolazioni terremotate per diversi giorni e con moltissime scosse di minore magnitudo I comuni più colpiti sono stati San Felice sul Panaro, Mirandola, Finale Emilia, Cavezzo e Novi. Sono state allestite dalla Protezione civile ventotto aree per la prima sistemazione dei circa 15 mila sfollati, gestite dalle forze del volontariato. In Emilia-Romagna al 25 settembre sono 4.412 le persone assistite. Tra questi, 2.897 sono ospitati nelle aree di accoglienza, 88 nelle strutture al coperto e 1.427 in strutture alberghiere [1]. Mancano, accanto a questi numeri, le cifre delle autonome sistemazioni, cioè tutte quelle famiglie e persone che hanno trovato ospitalità a casa di parenti e amici e per i quali è previsto un contributo basato sul numero di componenti del nucleo familiare. La situazione degli […]

Close