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Shifting Borders. Prospettive europee sulla cre...

di Stefano Jacoviello e Tommaso Sbriccoli [In occasione dell’uscita del volume a cura di T. Sbriccoli & S. Jacoviello, con una prefazione di Ulf Hannerz, Shifting Borders. European Perspectives on Creolisation (Cambridge Scholars Publishing), dedicato all’analisi dei processi di “creolizzazione” che caratterizzano l’Europa contemporanea e al ripensamento stesso di quel concetto, pubblichiamo in anteprima alcuni estratti dall’introduzione. Il volume è il frutto della ricerca scientifica condotta all’interno del Progetto Europeo Playing Identities: migration creolisation creation] 1. Destoricizzare un concetto Negli ultimi anni il concetto di creolizzazione è divenuto una presenza ricorrente nei lavori di studiosi provenienti da varie discipline. Spesso utilizzata come una metafora per comprendere le forme delle società contemporanee in un “mondo in globalizzazione”, i modi in cui l’idea di creolizzazione viene impiegata sono talmente differenti che in molti hanno criticato l’offuscarsi del concetto a causa del suo utilizzo teorico in contesti ben lontani dai territori coloniali dei Caraibi e dell’Oceano indiano, ovvero i luoghi in cui questo particolare processo è nato e si è sviluppato. […] Sebbene condividiamo alcune delle preoccupazioni espresse da certi studiosi quando si riferiscono al rischio che può comportare lo sradicamento di un concetto legato ad un contesto specifico per utilizzarlo in termini […]

Sismografie. Ritornare a L’Aquila mille giorni ...

di Daniele Salerno [questa recensione è già apparsa sul blog del Centro TraMe] Sismografie. Ritornare a L’Aquila mille giorni dopo il sisma è una raccolta di nove saggi a cura di Fabio Carnelli, Orlando Paris e Francesco Tommasi, pubblicata poche settimane fa da Edizione Effigi. Nelle intenzioni dei curatori non si tratta di commemorare, bensì di rimemorare la catastrofe dell’Aquila. Se il lavoro di commemorazione fissa l’attenzione sull’ evento singolo, straordinario e puntuale all’origine del trauma – una scala temporale, quella dell’evento, che la commemorazione condivide con il discorso giornalistico ed emergenziale –, il lavoro della rimemorazione esige uno sguardo lungo sui fenomeni, capace di tenere insieme le storie e di metterle a confronto: se la commemorazione lavora marcando una discontinuità narrativa, la rimemorazione è “ricostruzione” di una continuità di senso nel dopo-catastrofe . I nove contributi – risultato di una rielaborazione di articoli pubblicati online sul blog di Il lavoro culturale – sono divisi in tre sezioni tematiche: Economie del sisma,Ricostruire l’abitare e Spettrografie. Nonostante la diversità delle prospettive disciplinari, delle aree d’analisi e delle metodologie applicate, mi sembra che emerga nei nove saggi una problematica comune: il rapporto tra l’agire “dall’alto” dell’istituzione e l’azione “dal basso” dei cittadini. Da una parte ci vengono così descritte le pratiche governamentali – per dirla con Michel Foucault […]

Terra Bene Comune – Le libertà, la contad...

di Federico Massidda Il 24 gennaio 2012 sono arrivate le proposte di liberalizzazione del signor Monti. L’artico 66 del decreto legge titola: Dismissione dei terreni demaniali agricoli o a vocazione agricola. Parla del fatto che la liberalizzazione toccherà anche i 324 mila ettari di terra dello stato destinato alla collettività, quelli che la commissione Rodotà sui beni comuni chiama “Cose che esprimono utilità funzionali all’esercizio dei diritti fondamentali nonché al libero sviluppo della persona. I beni comuni devono essere tutelati e salvaguardati dall’ordinamento giuridico, anche a beneficio delle generazioni future. […] In ogni caso deve essere garantita la loro fruizione collettiva.” La proposta metterebbe in vendita i demani dello stato con diritto di prelazione ai giovani imprenditori agricoli che vogliono comprarli, fino al valore di 100 mila euro. Quando l’appezzamento supera i 100 mila si mette all’asta pubblica, e la destinazione agricola del terreno rimane tale per 20 anni, obbligatoriamente. Il governo dichiara che tale manovra incentiverebbe la competitività e la fantasia dei giovani, che farebbe girare molto meglio l’economia del settore agricolo, e farebbe fiorire molti posti di lavoro. Non dichiara però, che le stime del ricavo si aggirano intorno ai 6 miliardi di euro, a parte il fatto […]

Quando hanno aperto la cella

di Daniele Pulino Arrestato il 15 ottobre del 2009 Stefano Cucchi attraversa dodici istituzioni pubbliche e muore il 22 ottobre nel reparto detentivo del Sandro Pertini di Roma. Francesco Mastrogiovanni, ricoverato nel servizio psichiatrico di Vallo della Lucania, muore legato al letto mentre le telecamere del reparto riprendono la sua agonia; come Niki Aprile Gatti, morto dopo soli 5 giorni di detenzione, entrambi in circostanze poco chiare; e ancora Katiusca Favero, morta nell’Ospedale Psichiatrico Giudiziario (OPG) di Castiglione delle Stiviere. Tutte queste sono solo alcune delle tredici storie “di vita e di morte” al centro della narrazione del libro di Luigi Manconi e Valentina Calderone Quando hanno aperto la cella, Stefano Cucchi e gli altri (Il Saggiatore, 2011). Storie che nell’insieme compongono un interessante osservatorio sulla democrazia, che passa attraverso quei corpi senza vita di cittadini presi in custodia dalle istituzioni pubbliche. Nel titolo riecheggia La ballata di Miché di Fabrizio De André che cantava la storia di un uomo suicida in carcere per amore, perché il carcere è il luogo dove si muore di più, sia per la violenza del luogo, sia per il sovraffollamento prodotto da leggi specifiche, come quelle che hanno criminalizzato l’uso di sostanze stupefacenti e […]

#occupy New York: la parola al cambiamento

di Marianita Palumbo Il 23 novembre, in occasione del Thanksgiving Day, a Zuccotti Park l’atmosfera è di festa. Lo spazio occupato dal movimento Occupy Wall Street per più di due mesi, è stato ufficialmente sgomberato la settimana scorsa ma per questa occasione si sono dati appuntamento tutti qui per festeggiare insieme e dare ulteriore visibilità alla protesta. Un gruppo di volontari si occupa di distribuire i pasti a chiunque lo chieda. Occupy Wall Street ha fatto un appello a ristoranti e benefattori e ha raccolto fondi sufficienti per preparare più di 3000 pasti. Lo sguardo di un osservatore attento cade subito su qualche dettaglio imprevedibile in uno spazio occupato: non solo gli uomini della sicurezza vestiti di giallo che regolano il traffico per accedere all’interno dello spazio transennato, ma anche un altro gruppetto di uomini che all’interno raccolgono ininterrottamente qualsiasi minuscola cartina o rifiuto caduto per terra. Le mie prime 24 ore a New York sono sufficienti a capire quanto Occupy sia ormai diventato uno slogan, un simbolo, un logo, una parola d’ordine che circola per le strade della città ridando significato e spazio ad un modo di essere cittadini, ad un modo di interagire, ad un modo di stare. […]

Appunti per una quieta insurrezione degli spazi

Premessa Le riflessioni che seguono scaturiscono da tre anni di esperienza vissuta tra le mura della Facoltà di Pianificazione del territorio nell’università IUAV di Venezia, in un luogo del sapere trasformatosi in “spazio di resistenza”. Il nostro percorso è cominciato da un’idea che affonda le radici nelle specificità della laguna: una città che voglia mantenere tale definizione non può vendersi interamente al mercato, al commercio, al turismo. Il patrimonio storico di una città è la sua memoria, la spina dorsale, l’ossatura sulla quale si costruisce l’identità delle generazioni che verranno. In quanto tale esso corrisponde alla definizione di “bene comune”, inteso come “bene non quantificabile in termini esclusivamente monetari”. Venezia soffre di un deficit cronico di spazi pubblici, di spazi sociali, di spazi votati all’interazione delle moltitudini e, da studenti di pianificazione, abbiamo sempre rifiutato il fatto che la storica sede della nostra Facoltà (Palazzo Tron) potesse essere svenduta ai privati. Sono troppi gli esempi di luoghi simili oggi divenuti alberghi, ristoranti o negozi per turisti. Mossi da questa convinzione, dal nostro ideale, abbiamo portato avanti una lotta serrata con l’amministrazione dell’Università, sostenuti prima dalla componente studentesca, poi da una buona parte della cittadinanza attiva, convinti del fatto che le […]

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