sismografie

La biografia politica di un terremoto

Guardare l’Aquila dal Gujarat (e viceversa) Questo testo non vuole essere la recensione di un libro. La sua ambizione è quella di mettere in circuito alcuni dei temi che il volume di Edward Simpson affronta con ciò che è stato scritto negli ultimi anni all’interno del focus di Sismografie di questo blog e nel libro[1] che porta lo stesso titolo. Al semplice consigliare o sconsigliare o riassumere le pagine di Simpson, vorrei in questo modo sostituire una loro messa a sistema nell’interessante dibattito che da tempo viene incoraggiato e ospitato su questo spazio di approfondimenti.

Sismografie. Ritornare a L’Aquila mille g...

“Sismografie. Ritornare a L’Aquila mille giorni dopo il sisma” è una pubblicazione nata dalla collaborazione del nostro blog con la casa editrici Effigi e raccoglie alcuni degli interventi – appositamente ampliati e rivisti – contenuti nel focus Sismografie.

Memorie del sisma

Incontro martedì 20 novembre alla Scuola Superiore di Studi Umanistici di Bologna [Segnaliamo l’iniziativa del 20 novembre apparso questa mattina sul blog del Centro TraMe ] Come si costruisce la memoria di un evento catastrofico? Quali pratiche di ricostruzione del territorio e della comunità sono messe in atto? Come è possibile rielaborare traumi e ricomporre identità, dopo un evento tanto destrutturante? Per riflettere attorno a questi interrogativi, il Centro TraMe, in collaborazione con il lavoro culturale e il CUBE organizza l’incontro Memorie del sisma. Pratiche di ricostruzione, gestione del trauma, partecipazione cittadina, che si svolgerà il prossimo martedì 20 novembre, dalle 15.30 alle 18.30 presso la Scuola Superiore di Studi Umanistici (Via Marsala 26). L’incontro si aprirà con il caso del terremoto de L’Aquila, con la presentazione di Sismografie. Ritornare a L’Aquila mille giorni dopo il sisma, insieme a due degli autori, Fabio Carnelli e Francesco Zucconi. A partire dagli spunti proposti dalla presentazione, seguirà una tavola rotonda, moderata da Federico Montanari, che metterà in dialogo riflessioni su altri tre casi: il più recente sisma emiliano, a sei mesi dalla prima scossa (con Rita Ciccaglione e Andrea Hajek ); il terremoto del Belìce e la peculiare ricostruzione che ha interessato questa zona (con Francesco Mazzucchelli); […]

Sismografie: a Paganica, fra i Santi di un pass...

di Fabio Carnelli Sabato 23 Giugno il Lavoro Culturale è tornato a Paganica con Sismografie. Ritornare a L’Aquila mille giorni dopo il sisma, in compagnia dei curatori, di Emanuele Sirolli e Isabella Tomassi (fra gli autori) e di Paolo Perna (Salviamo Paganica Onlus): una presentazione del tutto peculiare, che ha aperto i festeggiamenti della seconda riproposizione post-sismica della Festa di San Giovanni. Presentare questo libro durante la festa ha assunto un duplice significato: da una parte perché molti stimoli al progetto sono partiti proprio da qui, da Paganica e dalla prima riproposizione della festa di San Giovanni, che ha visto presente anche uno dei curatori del volume per la ricerca di tesi; Dall’altra poiché la festa stessa può divenire parte di una vera e propria tattica di rifondazione di luoghi e relazioni, fondamentale per la costruzione di una memoria comune del paese dopo il sisma: anche di questo si è scritto in Sismografie. Paganica, lo sappiamo, è stato uno dei paesi più colpiti dal terremoto e dalla gestione dell’emergenza: il 39% delle abitazioni è risultato inagibile e sul suo territorio sono sorti ben due Progetti C.A.S.E., fra cui Paganica 2, la più popolosa delle New Town del cratere; attualmente il centro storico […]

Nodi riflessivi psicopolitici per una pratica d...

di Salima Cure e Isabella Tomassi [*] “Per diritto naturale liberi ed eguali, comuni alla terra che è madre di tutti” Per fare una casa ci vuole la paglia, Pescomaggiore, settembre 2009 Come non occuparsi della questione dei beni comuni? Del bene comune? Siamo obbligati a farlo, è diventata una questione reale di sopravvivenza materiale e sociale del genere umano. Per occuparsene è necessario restituire la complessità alla realtà e riuscire, quindi, a vedere insieme il datum ambientale, formato da ecosistemi, sistemi idrogeologici, climi, geologia, botanica, zoologia, ecc… e gli aspetti sociali, come l’ecologia umana, il paesaggio agricolo, i costrutti culturali, che permettono un’autoriproduzione simbolica infinita di immagini, memorie, archivi, letture e riletture di testi di ogni genere e poi ancora icone, norme, logiche, giochi; si può dire con Donolo che “i beni comuni «naturali» si sono iperbolicamente moltiplicati nella dimensione dell’artificiale e del virtuale tramite innovazione, ibridazione, contagio, accumulazione, dispersione” [1]. La locuzione bene comune, di per sé composta, è portatrice di una gamma di sfumature semantiche, linguistiche, etiche, evidenti nell’uso aggettivale della parola “comune” che rimanda chiaramente alla serie degli obblighi reciproci fondanti le comunità. Ma ciò che è in questione è il “bene” ossia i beni di pertinenza della […]

Tempo di esposizione del trauma dell’Aquila

La (ri)costruzione fotografica nei “memoriali informativi” online del Gruppo L’Espresso   [Una versione di questo articolo è apparsa su “EC”, n.7/8 – settembre 2011][1] 1. Il fatto e il corpus: il terremoto e la fotogalleria Cos’è il terremoto de L’Aquila e quando ha avuto inizio? Una risposta a queste due domande potrebbe essere: “è una scossa sismica di magnitudo Richter 5,8 che il 6 aprile 2009 ha colpito il capoluogo abruzzese causando 308 morti e 1500 feriti, distruggendo circa 35.379 edifici e costringendo allo sfollamento 65.000 persone”. Questa potrebbe essere la definizione per un lettore, un fotografo o un giornalista, che leggono l’evento aquilano attraverso la lente della sua notizia, ma non certo per un sismologo, per cui il terremoto de L’Aquila inizia alla fine del 2008, si protrae fino alla scossa delle 3:32 del 6 aprile con epicentro Onna – frazione de L’Aquila – per poi esaurire il suo sciame sismico nel corso del 2009. Se la data d’inizio di un evento tellurico è soggetta a interpretazioni molto diverse, ancor meno pacifica è la risposta alla domanda: quando finisce un terremoto? Infatti, oltre alla vibrazione della crosta terrestre e ai danni a persone e cose, tra gli effetti di […]

Close