riforma del lavoro

Scuola e istruzione beni comuni (2)

Dal T.F.A. al T.S.O. il passo è breve, ovvero bisogna avere il caos dentro per partorire una stella danzante di Marco Ambra Al provveditorato, disse la professoressa, facevano, scusando il termine, schifo, davano il posto a chi aveva più raccomandazioni, a lei avevano levato almeno sei punti e mezzo, nella graduatoria, e oltre tutto quella storia di riservare il cinquanta per cento dei posti ai reduci era l’ora che finisse, come era finita la guerra, ormai da cinque anni, e oltre tutto la guerra non l’avevano mica fatta soltanto gli uomini, anche alle donne era toccata la loro parte. Luciano Bianciardi, Il lavoro culturale, Feltrinelli, Milano 1957, p. 74 E va bene, diciamola tutta. Fino al mese scorso la speranza di vedere nascere il mostruoso Tirocinio Formativo Attivo per gli insegnanti di ogni ordine e grado sembrava una vana chimera. Ancor più misera era la speranza che si ergesse come una gioiosa macchina da reclutamento, fino ad incrementare le assunzioni nel centro-nord, rispetto al fabbisogno previsto dal turn-over generazionale, del 30%. Ma il mito del Dato comanda facili entusiasmi, genera illusioni ancora più grossolane di quelle attribuite all’Irrealtà. La prospettiva fornita dal T.F.A., quella di un rinnovamento generazionale (e non solo) della […]

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