Questione palestinese

Un moderno Sykes-Picot

Dalle 18 di domani, presso il Circolo Arci Lavoro e Sport di Siena, Chiara Cruciati, giornalista de «il manifesto» e redattrice di Nena NewsAgency, interverrà a “Oggi in Palestina.La questione palestinese nell’attuale crisi mediorientale”.

Palestina: rischio di stato

A inizio ottobre il neoeletto premier svedese Stefan Löfven ha annunciato che il suo governo intende riconoscere ufficialmente lo Stato di Palestina. Qualche giorno più tardi, il 13 ottobre, il parlamento britannico ha approvato con una maggioranza schiacciante una mozione, “non vincolante” per l’esecutivo, a favore di un simile riconoscimento da parte del Regno Unito. Queste decisioni di Svezia e Gran Bretagna sono state largamente interpretate come uno sviluppo positivo, in particolare come la rottura di un tabù europeo e occidentale nei confronti del diritto del popolo palestinese all’edificazione di un proprio Stato indipendente. Tanto più che altri Stati del vecchio continente stanno esprimendo il loro interesse a intraprendere un tale passo come ad esempio la Spagna. In modo simile si era guardato anche alla decisione dell’Assemblea Generale dell’Onu due anni fa di elevare la Palestina alla posizione di “Stato osservatore non-membro”, lo stesso del Vaticano. Nonostante il generale apprezzamento dell’opinione pubblica e delle organizzazioni vicine alla causa palestinese e l’approvazione da parte dell’Autorità Palestinese (AP), queste decisioni comportano alcune problematicità. Non si tratta di puntigli ideologici come sarebbe facile pensare, ma di problemi di fondo legati a una comprensione distorta e superficiale della questione della Palestina da parte del pubblico, […]

Orientalismi ai tempi dell’ISIS

Qualche settimana fa, il deputato grillino Alessandro Di Battista ha reso pubbliche su internet alcune riflessioni su Isis, Iraq e in generale sullo scenario vicino orientale. Al di là degli slogan e della strumentalizzazione politica alimentata in egual misura da Pd e M5S, questo testo ha messo in evidenza alcune criticità che caratterizzano il dibattito e il discorso sulle crisi che da tempo ormai tartassano la regione. 

Judith Butler: la trappola della malinconia

Su Il Manifesto del 5 settembre è uscita la recensione di Alessandra Pigliaru ai due libri di Judith Butler (curati da Nicola Perugini e da Federico Zappino, che ha fatto ingresso nella nostra redazione da pochi giorni) ai quali abbiamo dato ampio spazio nei mesi scorsi: A chi spetta una buona vita? (Nottetempo 2013, in collaborazione con il lavoro culturale) e La vita psichica del potere (Mimesis 2013). Vi proponiamo dunque una recensione che sentiamo un po’ nostra, non solo perché mette in rilievo – con profondità filosofica – le continuità tra i due testi, ma anche perché rende conto di, e inaugura, un incontro.

A chi spetta una buona vita?

A chi spetta una buona vita? di Judith Butler è per noi un testo speciale, nato da una collaborazione tra la nostra redazione ed edizioni nottetempo, dopo che nel settembre del 2012 abbiamo dato spazio alla risposta di Butler alle accuse di antisemitismo che le sono state rivolte prima della consegna del Premio Adorno.

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