Politiche della Memoria

Ribolla, 4 maggio ore 8.15

Chi da Siena scende in autobus verso la Maremma grossetana oppure sale in Val di Cornia, attraversa Ribolla. Dalla Strada Provinciale Collacchia, che collega lo svincolo per Montemassi a Potassa, il mezzo fa una curva a sinistra ed entra in paese. La fermata obbligata è di fronte a un complesso monumentale composto da diverse figure; sale qualche adolescente con YouTube senza cuffie, senza biglietto. Tenendo la destra si riprende la strada principale, verso Bagno di Gavorrano, Puntone, Follonica e, se qualcuno vuole proseguire la corsa, Piombino, alle porte dell’Elba. Oggi è il 4 maggio 2014 e le tratte degli autobus Tiemme mi sembrano modellate all’insegna di un “viaggio della memoria”. Quella dell’attività mineraria nella Toscana meridionale del Novecento. Ma la memoria ha una storia che si annoda al presente e quelle strade ferrate o sterrate che collegavano i siti minerari e gli stabilimenti di raffinamento tra il grossetano e il livornese descrivono anche i tentavi degli ultimi decenni di rifunzionalizzare il territorio in campo industriale e turistico, lungo la costa. Sessant’anni fa, alle otto e un quarto del mattino, un’esplosione di grisù nella sezione “Camorra” della miniera di lignite di Ribolla provocava la morte di quarantatré persone. Le condizioni di […]

Politiche della Memoria Gianiakin, Ricci Lucchi

Fare in modo che l’immagine non passi olt...

Politiche della memoria raccoglie gli interventi intorno alla questione del rapporto tra immagine, archivio e documento dei registi, dei documentaristi e degli artisti visivi che hanno partecipato a un ciclo di conferenze alla NABA di Milano tra il 2009 e il 2013. Politiche della memoria, che ruolo hanno nel mondo d’oggi? Che forma ha oggi la memoria e come viene concepita? In una cultura ormai pienamente digitale la memoria sembra essere diventata capacità di stoccaggio dell’informazione da una parte e capacità di calcolo per il recupero dell’informazione dall’altra. In entrambi i casi la memoria è invisibile: concretamente invisibile nelle forme dei data center che ne costituiscono l’infrastruttura fisica, alchemicamente invisibile nelle forme dei sofisticati algoritmi che presiedono alla presentazione delle informazioni. Nell’epoca dell’accessibilità totale l’atto di memoria è diventato tanto immediato quanto volatile. La nostra capacità di ricordare è sempre più trasferita e delegata alle protesi cognitive e percettive che ormai ci circondano e ci connettono all’intelligenza globale e collettiva delle reti. Cosa rischiamo di perdere in questo panorama ad alta velocità e immediatezza? Politiche della Memoria, il volume curato da Elisabetta Galasso e Marco Scotini e pubblicato nella collana Labirinti dai tipi di Derive Approdi, ragiona proprio intorno a questa domanda. […]

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