politiche 2013

Quello che le parole non dicono

La scuola nei programmi elettorali [L’articolo è già apparso su Carmilla] Venditore. Almanacchi, almanacchi nuovi; lunari nuovi. Bisognano, signore, almanacchi? Passeggere. Almanacchi per l’anno nuovo? Venditore. Si signore. Passeggere. Credete che sarà felice quest’anno nuovo? Venditore. Oh illustrissimo si, certo. (Giacomo Leopardi, Dialogo di un venditore di almanacchi e di un passeggero) Premessa [*] Mi sono preso la briga, da conoscitore delle cose di scuola, di leggere i programmi elettorali del centro-sinistra sulla scuola. Ho preso appunti sulle questioni che a me sembrano di maggior rilievo (per un confronto sinottico generale si può vedere qui o qui), e ne ho ricavato questo testo, che spero sia esauriente. Lascio ai lettori interessati il giudizio, senza dare (ci mancherebbe) indicazioni di voto: con chi ha davvero a cuore la difesa della scuola, ci si vede nelle lotte. 0. Introduzione L’esame dei programmi elettorali che possono in qualche modo riguardare gli elettori di sinistra [1] può dare, a una prima lettura, l’impressione di un libro delle favole, dal quale mancano solo le montagne di parmigiano, i fiumi di vernaccia e le vigne legate con le salsicce. A una lettura più attenta, l’impressione di un paese del Bengodi prossimo venturo cede il passo a diversi argomenti di preoccupazione: dietro le […]

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