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Jojotsai2012: cronaca di un suicidio online

Con il caso di studio che segue vorremmo suggerire la possibilità di interpretare l’interazione tra utenti e social media in senso narrativo, proponendo quindi di leggere un profilo di Instagram, con la sua struttura mosaicale, come se fosse un vero e proprio racconto lineare.

La moltiplicazione della visione e l’espe...

1. Stereofonie della carne Assistere a un concerto è un’esperienza che F.W. Nietzsche definirebbe dionisiaca non solo per la dominanza della musica, ma anche per «la stereofonia della carne» (Barthes 1975, p. 127) intesa come corpi situati spazialmente che comunicano a trecentosessanta gradi in sincretismo sensoriale, seguendo uno stesso, voluttuoso, ritmo. Si tratta di un pieno coinvolgimento sensuale e intellettuale (cfr. Montani 2004) che viene trasposto in una forma peculiare nei video delle performance live degli artisti caricati dagli utenti su FanFootage, una start-up di crowd sourcing per video di eventi, che ha come fine ultimo il riunire la “troupe di videoamatori più grande del mondo”. FanFootage, nata Dublino nel 2011, in poco tempo ha coinvolto 259 artisti e 25 nazioni, proponendosi come strumento atto a “rendere preziosi” i video caricati, grazie alla sincronizzazione con audio registrato professionalmente, e promettendo la possibilità di apparire nei crediti dei videoclip degli artisti. La stereofonia della carne si rafforza ulteriormente perché il punto di vista dei fan assurge a quello di regista dato che dai contributi caricati su FanFootage vengono prodotti due video dell’evento che raccolgono le varie angolazioni visuali: uno è soggetto a post-produzione, montato a partire dalla temporalità dell’evento in un […]

Educare lo sguardo: intervista con Andrea Caccia

Andrea Caccia è un regista piemontese. Dopo una formazione pittorica si dedica alla regia, realizzando cortometraggi e lungometraggi. Dopo aver girato, nel 2009, il suo primo lungometraggio, dal titolo Vedozero, il regista ha deciso, nel 2014 di lavorare ad un progetto che ne riprende le caratteristiche essenziali e il medesimo titolo. Nel 2009 Caccia aveva chiesto a settanta ragazzi di tre Istituti Superiori di Milano di provare ad utilizzare il cellulare, loro affidato, come un diario, filmando se stessi e ciò che vedevano per “raccontare i 18anni dal proprio punto di vista”. Gli studenti realizzarono un totale di 5000 minuti video, montati, infine, dall’autore. Vedozero 2014, girato questa volta in tre Istituti Superiori di Palermo, grazie al supporto della Regione Sicilia, ripropone questa idea, ma si confronta con una realtà diversa, nella quale, ad esempio, gli smartphones sono ampiamente diffusi. Il progetto si avvale, inoltre, della creazione di una “app” e di un sito dedicato, in cui è stato possibile seguire quotidianamente lo sviluppo del lavoro. Questo nuovo progetto permette a Caccia di confrontarsi con lo sguardo dei così detti nativi digitali divenuti autori e protagonisti di un racconto collettivo che permette di riflettere sul cambiamento imposto al cinema, ma […]

Poveglia: e d’improvviso è Venezia

Piccola storia di una grande impresa A Venezia nelle ultime settimane un gruppo di cittadine e di cittadini ha deciso di tentare di impedire che l’ennesimo pezzo di città, messo all’asta dal Demanio, venisse privatizzato dal ricco imprenditore di turno.

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