migrazione

Sui confini d’Europa #13

Storia del confine tra Serbia e Ungheria, dal 2016 ad oggi Sono passati tre anni e mezzo da quando, per la prima volta, ho deciso di mettermi fisicamente in gioco lungo una delle tante frontiere sbarrate all’immigrazione della fortezza Europa. Era l’estate del 2016 quando una serie di eventi circostanziali mi portarono a trascorrere qualche settimana nel nord della Serbia, al confine con l’Ungheria. All’epoca non avrei mai immaginato che le cose potessero rimanere così per tutto questo tempo, eppure le frontiere sono ancora chiuse e migliaia di persone continuano ad attraversare illegalmente e pericolosamente la cosiddetta “rotta balcanica”. Il flusso migratorio lungo l’asse Serbia-Ungheria è drasticamente diminuito rispetto ai tempi della mia visita, ma la dinamica rimane la stessa. Chi decide di continuare il proprio viaggio passando per l’Ungheria, piuttosto che per la Croazia, viaggia da Belgrado al nord del Paese per raggiungere una delle due “transit zone”, le zone di transito di Kelebija e Horgoš. Le transit zone furono create nel 2015 e sono l’unico modo per entrare legalmente  in Ungheria. Nell’estate del 2016 c’erano tra le 100 e le 400 persone che aspettavano di fronte alla transit zone; 15-20 al giorno venivano lasciate entrare. La vera e […]

Fuga in Europa Stephen Smith

La fuga in Europa di Stephen Smith

Nel libro Fuga in Europa. La giovane Africa verso il vecchio continente, Stephen Smith profetizza un’imminente migrazione di massa di giovani africani in Europa. Ma i presupposti e i metodi delle sue argomentazioni lasciano spazio a perplessità.

Per una costituente migrante. Tra le frontiere ...

Il 28 e 29 gennaio, presso il Centro Pompidou di Parigi, si è svolta Per una costituente migrante, un’assemblea di scrittori e scrittrici, poeti, artisti, giuristi, politologi e collettivi che si sono interrogati su quale tipo di comunità organizzare di fronte alla crudeltà delle esperienze della migrazione e della traversata in mare, un mare la cui giurisdizione è indubbiamente mortifera ma instabile. L’obiettivo è costituire una comunità migrante che metta in crisi i paradigmi identitari e securitari che contraddistinguono il presente di una parte di mondo in movimento, in diritto di movimento. Proponiamo qui uno degli interventi delle due giornate parigine, quello di Charles Heller.

Alì fuori dalla legge

di Tommaso Sbriccoli Quanto durano cinque giorni? Le risposte semplici a tale semplice domanda non sono più a nostra disposizione dopo aver attraversato il libro di Andrea Ravenda Alì fuori dalla legge. Migrazione, biopolitica e stato di eccezione in Italia, pubblicato da ombre corte nel 2011. Cinque giorni sono il tempo che un “immigrato clandestino” ha per allontanarsi dal nostro paese dopo aver ricevuto un decreto di espulsione. Cinque giorni sono anche lo spazio paradossale che ospita un’illegalità legale, una presenza che è già altrove, un corpo assente. Potremmo forse spingerci persino a dire che il bel libro di Andrea Ravenda, che copre vent’anni di storia e sei anni di etnografia della migrazione straniera in Italia, e principalmente in Puglia, non fa che scavare un buco nel tempo, il cui diametro misura esattamente cinque giorni, e ne affronta quindi l’analisi antropologica. Questo tempo divenuto spazio, della ricerca ed anche esistenziale (può qui tornare utile una frase di Gramsci riportata nell’esergo all’ultimo capitolo, “il tempo mi appare come una cosa corpulenta, da quando lo spazio non esiste più per me”) è ciò che rimane ad Alì, personaggio/informatore/uomo centrale nella costruzione del testo, rinchiuso (ma non esattamente) nel CPT Regina Pacis dopo una […]

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