Emilia

Un approccio socio-culturale ai disastri (secon...

Note comparative tra il sisma emiliano e i terremoti in Italia Centrale (Qui la prima parte). A cinque anni dai terremoti che hanno colpito alcune zone dell’Emilia (20 e 29 maggio 2012), pubblichiamo una riflessione in due parti di Silvia Pitzalis sulla necessità di un cambio di paradigma nella gestione dei terremoti in Italia, a partire dall’analisi del carattere “ri-generativo dei disastri”, dall’Emilia all’Italia Centrale.

Terremoto Emilia

Un approccio socio-culturale ai disastri (prima...

Note comparative tra il sisma emiliano e i terremoti in Italia Centrale (Qui la seconda parte). A 5 anni dai terremoti che hanno colpito alcune zone dell’Emilia (20 e 29 maggio 2012), pubblichiamo una riflessione in due parti di Silvia Pitzalis sulla necessità di un cambio di paradigma nella gestione dei terremoti in Italia, a partire dall’analisi del carattere “ri-generativo dei disastri”, dall’Emilia all’Italia Centrale.

Antropologia dei dispositivi di emergenza

Politiche del disastro di Silvia Pitzalis, un libro sul post-terremoto emiliano A 5 anni dal terremoto che ha colpito alcune zone dell’Emilia il 20 e 29 maggio 2012, proponiamo la recensione al libro Politiche del disastro. Poteri e contropoteri nel terremoto emiliano (Ombre Corte, 2016), frutto di una ricerca etnografica condotta dall’autrice nei luoghi colpiti dal sisma e dalla problematica gestione emergenziale.

terremoto

Gestire un terremoto in Italia: breve prontuari...

Venerdì 21 aprile è stato inaugurato all’Aquila un progetto unico nel suo genere, lo Stato delle Cose: un viaggio nell’Italia dei terremoti attraverso oltre 10.000 fotografie prodotte da oltre 60 fotografi. Il suo ideatore Antonio Di Giacomo ha chiesto ad alcuni curatori di Sismografie una riflessione sulla gestione dei terremoti in Italia, che qui pubblichiamo accompagnata da alcune foto tratte dal progetto*.

“Terre mobili” – Seconda parte

Produzioni politiche dal basso nell’Emilia terremotata. Pubblichiamo la seconda puntata dell’etnografia del comitato cittadino Sisma.12, curata da Silvia Pitzalis. La ricerca è stata svolta nell’ambito di un’analisi delle politiche territoriali sviluppatesi nell’Emilia post-terremoto. Qui trovate la prima puntata.

“Terre mobili” – Prima parte

Produzioni politiche dal basso nell’Emilia terremotata. Nell’ambito di un’analisi delle politiche territoriali sviluppatesi nell’Emilia post-terremoto, pubblichiamo un’etnografia in due puntate sul comitato cittadino Sisma.12 a cura di Silvia Pitzalis[*].

Terra in moto. Così abbiamo realizzato un docum...

[Quanto segue è il racconto del loro lavoro, che verrà proiettato in anteprima sabato 2 marzo alla cineteca Lumiere di Bologna, nell’ambito della rassegna “Visioni Italiane”*.] Le placche terrestri sono sempre in movimento. Si spostano, si allontanano, frizionano una contro l’altra, si scontrano… Nel fare questi movimenti si caricano di energia. Un’energia che prima o poi arrivano a liberare. Bene, quell’energia che si libera è il terremoto. Andando nel cratere dell’Emilia colpita dal sisma, ci siamo subito accorte che le tensioni di quel territorio non erano solo di natura geologica. Così come il terremoto ha portato a galla le acque di liquefazione presenti sotto alla superficie della pianura emiliana, l’emergenza e la necessità di pensare alla ricostruzione hanno messo in luce le contraddizioni di una società in rapida trasformazione. Armate di telecamera, penna e registratore, abbiamo deciso di provare a raccogliere gli innumerevoli stimoli emessi da quel territorio, ma subito ci siamo rese conto che per raccontarli era necessario individuare un filone narrativo che facesse da traccia per tutti gli altri. All’inizio ci siamo lasciate affascinare. Nella Bassa era un susseguirsi di chiese e campanili mutilati, ridotti a macerie. Si è detto che era solo l’aspetto più visibile della distruzione […]

Il terremoto degli operai e la sfida della prev...

di Stefano Ventura [*] Le scosse che hanno interessato l’Emilia Romagna e parte della Lombardia e del Veneto a partire dal 20 maggio scorso hanno provocato sette vittime il 20 maggio (ore 4 e04, magnitudo 5.9 ), e venti vittime il 29 maggio (ore 9, magnitudo 5.8). Un’altra scossa di forte entità (5.2 scala Richter) è stata registrata il 3 giugno (ore 21 e 20), e lo sciame sismico ha tenuto in allarme le aree e le popolazioni terremotate per diversi giorni e con moltissime scosse di minore magnitudo I comuni più colpiti sono stati San Felice sul Panaro, Mirandola, Finale Emilia, Cavezzo e Novi. Sono state allestite dalla Protezione civile ventotto aree per la prima sistemazione dei circa 15 mila sfollati, gestite dalle forze del volontariato. In Emilia-Romagna al 25 settembre sono 4.412 le persone assistite. Tra questi, 2.897 sono ospitati nelle aree di accoglienza, 88 nelle strutture al coperto e 1.427 in strutture alberghiere [1]. Mancano, accanto a questi numeri, le cifre delle autonome sistemazioni, cioè tutte quelle famiglie e persone che hanno trovato ospitalità a casa di parenti e amici e per i quali è previsto un contributo basato sul numero di componenti del nucleo familiare. La situazione degli […]

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