ecologia

Appunti di ecologia della fine/2

Come attrezzarsi intellettualmente e politicamente di fronte ai disastri del clima. La seconda di una serie di riflessioni basate su quelle proiezioni dell’immaginario (le Simulazioni Politiche di Previsione) che, corrette o meno, hanno l’obiettivo di provocare una discussione su possibili scenari futuri. Sbilanciarsi sul futuro è un’operazione poco rassicurante e approssimativa. Per quanto la si possa fondare su una minuziosa analisi del presente, sarà sempre un tuffo nella piscina gelata, un salto nel vuoto. Qui la prima uscita del ciclo “Appunti di Ecologia della fine”.

Poveglia: e d’improvviso è Venezia

Piccola storia di una grande impresa A Venezia nelle ultime settimane un gruppo di cittadine e di cittadini ha deciso di tentare di impedire che l’ennesimo pezzo di città, messo all’asta dal Demanio, venisse privatizzato dal ricco imprenditore di turno.

Su “In viaggio con Alex” di Fabio L...

[Proseguiamo il nostro approfondimento sul pensiero e l’opera di Alexander Langer, rileggendo la recensione del libro di Fabio Levi (In viaggio con Alex, Feltrinelli 2007); qui e qui gli articoli precedenti] di Maria D’Asaro Undici anni dopo il suo tragico commiato, seguito dalle numerose e accorate riflessioni di amici e conoscenti, dopo le preziose e postume pubblicazioni di tanti suoi scritti e discorsi, dopo la nascita, a Bolzano/Bozen, della Fondazione a lui dedicata, dopo le lucide e dolorose parole dell’amico Edi Rabini e la comprensibile richiesta di silenzio da parte della moglie, si poteva ancora dire qualcosa su Alex Langer? Fabio Levi ha dimostrato che era possibile. E anche necessario. Se è giusto, infatti, rispettare il silenzio che l’Alex privato ci ha chiesto, è altrettanto doveroso non coprire di oblìo l’Alex pubblico, fondatore dei Verdi in Italia, strenuo difensore delle minoranze, parlamentare europeo, costruttore di ponti e operatore di pace. Perché c’è il pericolo che Alex venga dimenticato, visto che nemmeno la sua Bolzano – trincerandosi dietro il pretesto della diseducatività del suicidio – ha ritenuto opportuno dedicargli una strada. Il libro del prof. Levi ci aiuta a tenere viva la memoria di Alex uomo e soprattutto dell’Alex politico, che ci piace immaginare […]

Il piacere della conversione ecologica – ...

[Seconda puntata dell’approfondimento su Alexander Langer, curato da Grazia Barbiero (Comitato scientifico della Fondazione Alexander Langer-Stiftung)] di Grazia Barbiero Nel marzo del 1994, Alexander Langer scrive Il tentativo di decalogo per la convivenza inter-etnica. Dieci punti che indicano modalità teoriche e pratiche capaci di consentire alla compresenza sullo stesso territorio di etnie, lingue, culture, religioni e tradizioni diverse di farsi riconoscere e rendersi visibile nella propria dimensione plurietnica a svantaggio degli esclusivismi etnici. Per Langer, esplosioni di nazionalismo, sciovinismo, razzismo, fanatismo religioso sono tra i fattori dirompenti nella convivenza civile più minacciosi delle tensioni sociali, ecologiche o economiche perché implicano tutte le dimensioni della vita collettiva. Cultura, economia, vita quotidiana, abitudini, oltre che la politica e la religione. Scrive su questi temi mentre scorre il sangue nella ex Yugoslavia e nel ’94 ogni soluzione al conflitto appare lontana. La convivenza a cui pensa non è prescrittiva. Al contrario è in grado di dissolvere la conflittualità etnica solo nel caso sia soggettivamente voluta e agita da mediatori, costruttori di ponti, traditori della compattezza etnica ma non da transfughi. Esclude quindi ogni operazione tesa alla forzatura delle inclusioni, dei processi di assimilazione, dei divieti di lingua e religione. Allo stesso modo, stigmatizza le […]

Esserci a Paganica (L’Aquila), II anno d.T.

di Fabio Carnelli Processione di San Giovanni Paganica, 25 giugno 2011 «Non c’è paganichese fuori da Paganica» e «Qua deve diventare parte di Paganica» [1], mi dice un membro della giunta comunale dell’Aquila indicandomi a braccia spalancate Paganica 2 [2], una delle diciannove New Town costruite attorno all’Aquila dalla Protezione Civile dopo il sisma del 6 Aprile 2009; siamo davanti alla “Tendamica”, in mezzo a un’area verde delle 29 piastre del Progetto C.A.S.E. ad una cena organizzata da alcuni abitanti dei M.A.P. di Paganica, una sorta di “villaggio di casette di legno per single” 2 nato il 5 Luglio 2010 a pochi passi dalle “casette di Berlusconi” [3]. Emerge fin da subito come nel cratere aquilano sia problematico fare mente locale, riuscire ad afferrare dove siamo e cosa abbiamo intorno, ridefinire –e ridefinire nominando– il proprio esserci in quel luogo, di fronte ad una rivoluzione di senso che, attraverso l’abitare, sta cambiando anche la Storia e la Vita delle persone. Prima del sisma qui eravamo in piena campagna a Paganica, nella frazione più popolosa dell’Aquila, 7000 abitanti, 7 km ad est della città capoluogo, sulla strada che prima di arrivare al Gran Sasso scorre in mezzo al paese e sfiora con una curva […]

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