bene comune

Salvatore Settis al Teatro Rossi Aperto

ll patrimonio dei beni comuni [Pubblichiamo l’audio dell’intervento di Salvatore Settis alla tavola rotonda Bene storico-artistico/Bene comune. L’arte tra tutela, normative giuridiche e nuovi modelli di progett/azione partecipata organizzata dal Teatro Rossi Aperto in occasione del workshop “Lo spazio teatrale tra tradizione e innovazione” (6-8 febbraio 2013)].

United colors of commons: perché il mondo che v...

Che cosa sono i beni comuni? Come definirli, descriverli e soprattutto come costruirli e renderli vivi? A queste domande ha cercato di rispondere la tre giorni che si è tenuta dal 25 al 27 gennaio presso l’ex Colorificio liberato di Pisa. Organizzata dalMunicipio dei beni comuni e dal Progetto Rebeldía che di esso è parte integrante, l’iniziativa ha visto la partecipazione di centinaia di persone che al Colorificio hanno cercando di riempire di contenuti un termine, “bene comune”, ultimamente alquanto inflazionato – basti pensare allo slogan “Italia bene comune” usato a fini elettorali dalla coalizione di centro sinistra guidata dal PD di Pierluigi Bersani. Il primo giorno si sono così affrontati i problemi dell’emergenza abitativa – che a Pisa riguarda non soltanto i numerosi studenti universitari, vessati da esose richieste d’affitto spesso in nero, ma anche, purtroppo, le fasce più deboli della popolazione, dai migranti ai rom –, le possibilità di un utilizzo creativo degli spazi del Colorificio – di cui narrare la storia e le vicende grazie ai documenti qui ritrovati –, riflettendo poi sulla “Repubblica dei beni comuni” assieme a Marco Bersani, Paolo Cacciari, Sandro Medici e Mario Pezzella. Del secondo giorno sono stati protagonisti i tavoli di lavoro, alcuni dedicati all’ambiente, altri […]

Campus in Camps

Nuovi percorsi dell’Università nel funzionamento sociale di Campus in Camps Negli ultimi anni, le università hanno subito profonde trasformazioni che hanno irrevocabilmente cambiato la loro funzione sociale. In Europa, interi dipartimenti (se non intere università) sono rimasti chiusi o intrappolati dalle incertezze dell’economia e della ricerca di sostegni finanziari. Il terremoto economico neo-liberale ha radicalmente messo in crisi l’importanza delle università e delle istituzioni culturali in genere. Tuttavia, come spesso accade in tempi di grandi trasformazioni, è stato ampiamente riaperto uno schietto e urgente dibattito sul ruolo e la responsabilità delle stesse verso le comunità di cui fanno parte. Paradossalmente, questa nuova condizione ha lasciato spazio a modelli innovativi per la produzione di conoscenza e di coinvolgimento sociale, sia all’interno che all’esterno degli stessi istituti universitari. Un po’ ovunque nel mondo arabo, in India e in Sud America, programmi educativi, progetti di collaborazione, network informali e comunità di attivisti stanno avviando iniziative indirizzate a re-immaginare il ruolo che le università ricoprono nel funzionamento dell’organismo sociale. In questa cornice di senso, Campus in Camps costituisce un esempio recente e in crescita di cui possiamo raccontare con maggior esperienza, avendone preso direttamente parte nel processo di iniziazione, costruzione e accompagnamento. Campus in […]

“La costituzione del comune” ovvero come dare f...

Appunti sul seminario tenuto al Teatro Valle Occupato Ripendiamoci il Valle (7)   Il 27 e 28 ottobre scorsi al Teatro Valle di Roma si è tenuto il seminario dal titolo “la costituzione del comune”, pensato dalla rete di docenti, attivisti, ricercatori che dal 2004 si è nominata Uninomade[1] e costruito in relazione al lavoro dei Comunardi, i quali hanno aperto, alimentato e concluso le sessioni di discussione delle due giornate. L’idea del seminario è tutta contenuta nel nome che si è dato: costituzione del comune. Il primo termine indica da un lato, le costituzioni con la “c” maiuscola, i testi costituzionali come quello italiano, francese, americano più volte citato nel corso della discussione, nella loro problematicità e obsolescenza e dall’altro, la formalità del diritto costituito, la giuridicità come fatto compiuto, legale, dunque, inalienabile. Il secondo, comune, in relazione al primo, esprime invece l’orizzonte costituente, la materialità e espressività della prassi politica, il diritto vivo. La costituzione come “compromesso tra un testo e un contesto” che storicamente riflette gli interessi dell’èlite che esercita il potere costituente (Mattei), il comune come forma delle lotte (Hardt), della cooperazione sociale (Amendola) e del suo libero accesso alla gestione delle risorse materiali e immateriali. […]

Salvate il soldato Rigoni Stern

[L’articolo è già apparso su Carmilla] Questo testo viene pubblicato anche su altri siti accomunati dalla difesa della scuola Lo scorso maggio gli studenti del secondo anno di istruzione superiore (licei e istituti tecnici e professionali) sono stati sottoposti alle prove dell’Istituto Nazionale per la Valutazione del Sistema educativo di istruzione e di formazione (INVALSI). Lo scopo di queste prove di “valutazione esterna” in italiano è di “accertare la capacità di comprensione del testo e le conoscenze di base della lingua italiana” (vedremo dopo le finalità più generali dell’INVALSI). Per verificare queste capacità e conoscenze è stato chiesto agli studenti di leggere dei testi e rispondere a un certo numero di “domande a risposta chiusa” [1]. Uno dei testi era il racconto di Mario Rigoni Stern “Sulle nevi di gennaio”, compreso all’interno della raccolta Aspettando l’alba e altri racconti (Einaudi, Torino 2004, in appendice). Il racconto, originariamente pubblicato su “La Stampa” del 19 gennaio 1994 col titolo “Sul Don, quel lontano inverno”, fa parte del “Ciclo del Don”: e infatti nel Meridiano Rigoni Stern è inserito, dopo i romanzi, tra i racconti della seconda guerra mondiale (alle pp. 859-863). In questo testo il Narratore racconta, con lo stile che gli […]

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