Aquila

L’Aquila e il trauma mediatico

Da tempo, su Sismografie, ci interessiamo della comunicazione del rischio sismico, a partire dalle riflessioni antropologiche e politiche sulla sentenza di primo grado alla Commissione Grandi Rischi sino al convegno “Terremoti e rischio sismico: valutare, comunicare, decidere”. L’articolo di Salvadorini si concentra sul trattamento mediatico della sentenza alla Commissione.

Territorio e democrazia

Un laboratorio di geografia sociale nel doposisma aquilano All’Aquila, inizia oggi un seminario itinerante nei luoghi del cratere aquilano organizzato dalla Società Geografica Italiana.  Durante il seminario verrà  presentata la raccolta di saggi curata da Lina Calandra Territorio e democrazia. Un laboratorio di geografia sociale nel doposisma aquilano (ed. L’Una).                                                 Il libro raccoglie una serie di contributi nati dall’esperienza di Laboratorio Città, una «proposta metodologica di comunicazione e partecipazione all’interfaccia fra scienza, politica e società», un’esperienza di ricerca-laboratorio tuttora in corso all’Aquila, volta a raccogliere quegli strumenti interdisciplinari indispensabili per agire e avviare dei processi di partecipazione nel doposisma aquilano. Pubblichiamo di seguito degli estratti dal volume: Il grande dolore che ha colpito il territorio aquilano con il terremoto del 6 aprile 2009, ha trovato immediatamente nel racconto scritto, fotografico e soprattutto televisivo una forma di “conforto” (nonché di “spettacolarizzazione”) più o meno efficace, veritiera, obiettiva a seconda dei narratori e dei protagonisti delle storie raccontate. Ma nel vasto panorama delle narrazioni del sisma aquilano, è mancato -salvo poche eccezioni- “un racconto del territorio” ed in particolare delle […]

L’Aquila, il 6 aprile

«Tornare a riflettere sull’evento sismico del 6 aprile 2009 non vuol essere un semplice atto commemorativo. Si tratta piuttosto di riannodare i fili della storia e quelli della memoria per provare a individuare e rielaborare, a fianco delle faglie che hanno irrimediabilmente trasformato il paesaggio urbano, le reazioni che le istituzioni, i media e i cittadini hanno utilizzato per …»

#instawalklaquila

Nei prossimi giorni ospiteremo sul nostro blog alcune delle foto del progetto promosso dalle comunità di instagramers e Shoot4change: Instawalk all’Aquila. Fermare l’immagine per guardare oltre. Un racconto per immagini da condividere attraverso la piattaforma Seejay, per ricostruire sulla rete i luoghi del centro storico aquilano, uno spazio ancora bloccato a quel 6 aprile di quasi 4 anni fa. L’evento, come si legge sui loro siti, è un racconto, un’occasione di dibattito, di riflessione, di confronto, anche un viaggio dentro la nostra disponibilità a metterci in discussione, promosso da una community e da un’organizzazione no profit formata da fotografi, designer e artisti che attraverso le immagini prova a riproporre degli interrogativi in contesti dove la cronaca o l’agenda politica sanciscono l’oblio dell’informazione e della riflessione. Il ritrovo dell’instawalk è previsto per domani, sabato 15 dicembre, alle 11 presso la Fontana Luminosa dell’Aquila. I tag da usare sono: #instawalklaquila #shoot4abruzzo #igers4abruzzo Cogliamo l’occasione per riproporre un progetto promosso da Shoot4change e Anpas con la partecipazione di Moni Ovadia come voce narrante, una raccolta di voci e storie a microfono aperto. Questa è L’Aquila: voci a tre anni dal terremoto di Andrea Cardoni e Andrea Ranalli con Rosamaria Sbiroli. Con le foto di Paolo Quadrini, Alessandra Fratoni, Francesca Conforti e Alessandro Barteletti, […]

Gli stregoni dell’Aquila

Di Fabio Carnelli Tutti colpevoli. Sei anni di reclusione per tutti gli imputati, interdizione dai pubblici uffici, nonché risarcimento dei danni in favore delle parti civili” per i reati di omicidio colposo, lesioni colpose e concorso in delitto colposo per essere venuti meno “ai doveri di valutazione del rischio connessi alla loro qualità e alla loro funzione e tesi alla previsione e alla prevenzione e ai doveri di informazione chiara, corretta, completa Tratto dall’imputazione nella requisitoria dei pm Fabio Picuti e Roberta d’Avoli La notizia della sentenza sulla Commissione Grandi Rischi è rimbalzata immediatamente su tutti i media, da Facebook a Twitter, dai blog ai siti internazionali, e di nuovo il giorno seguente, arrivando fin negli Stati Uniti e in Giappone: in un attimo sembrano ritornare quei giorni, i giorni del terremoto, L’Aquila ovunque, ovunque vittime, feriti, macerie, sfollati, immagini patemizzanti, dietro a politicanti, registi e teatranti. Non è compito nostro fare cronaca, né è possibile trarre facili riflessioni da un processo giunto solo al primo grado[1], quando ancora le motivazioni della sentenza non sono state depositate in tribunale. Alla luce delle quotidiane riflessioni che proviamo a fare su questo blog sulla gestione dei cosiddetti “disastri” nel nostro paese, è […]

Sismografie: a Paganica, fra i Santi di un pass...

di Fabio Carnelli Sabato 23 Giugno il Lavoro Culturale è tornato a Paganica con Sismografie. Ritornare a L’Aquila mille giorni dopo il sisma, in compagnia dei curatori, di Emanuele Sirolli e Isabella Tomassi (fra gli autori) e di Paolo Perna (Salviamo Paganica Onlus): una presentazione del tutto peculiare, che ha aperto i festeggiamenti della seconda riproposizione post-sismica della Festa di San Giovanni. Presentare questo libro durante la festa ha assunto un duplice significato: da una parte perché molti stimoli al progetto sono partiti proprio da qui, da Paganica e dalla prima riproposizione della festa di San Giovanni, che ha visto presente anche uno dei curatori del volume per la ricerca di tesi; Dall’altra poiché la festa stessa può divenire parte di una vera e propria tattica di rifondazione di luoghi e relazioni, fondamentale per la costruzione di una memoria comune del paese dopo il sisma: anche di questo si è scritto in Sismografie. Paganica, lo sappiamo, è stato uno dei paesi più colpiti dal terremoto e dalla gestione dell’emergenza: il 39% delle abitazioni è risultato inagibile e sul suo territorio sono sorti ben due Progetti C.A.S.E., fra cui Paganica 2, la più popolosa delle New Town del cratere; attualmente il centro storico […]

Sismografie. Ritornare a L’Aquila mille giorni ...

di Daniele Salerno [questa recensione è già apparsa sul blog del Centro TraMe] Sismografie. Ritornare a L’Aquila mille giorni dopo il sisma è una raccolta di nove saggi a cura di Fabio Carnelli, Orlando Paris e Francesco Tommasi, pubblicata poche settimane fa da Edizione Effigi. Nelle intenzioni dei curatori non si tratta di commemorare, bensì di rimemorare la catastrofe dell’Aquila. Se il lavoro di commemorazione fissa l’attenzione sull’ evento singolo, straordinario e puntuale all’origine del trauma – una scala temporale, quella dell’evento, che la commemorazione condivide con il discorso giornalistico ed emergenziale –, il lavoro della rimemorazione esige uno sguardo lungo sui fenomeni, capace di tenere insieme le storie e di metterle a confronto: se la commemorazione lavora marcando una discontinuità narrativa, la rimemorazione è “ricostruzione” di una continuità di senso nel dopo-catastrofe . I nove contributi – risultato di una rielaborazione di articoli pubblicati online sul blog di Il lavoro culturale – sono divisi in tre sezioni tematiche: Economie del sisma,Ricostruire l’abitare e Spettrografie. Nonostante la diversità delle prospettive disciplinari, delle aree d’analisi e delle metodologie applicate, mi sembra che emerga nei nove saggi una problematica comune: il rapporto tra l’agire “dall’alto” dell’istituzione e l’azione “dal basso” dei cittadini. Da una parte ci vengono così descritte le pratiche governamentali – per dirla con Michel Foucault […]

#6Aprile 2012, L’Aquila

Consegna di un Modulo Abitativo Provvisorio di Fabio Carnelli                 A tre anni dal sisma che ha colpito la città de L’Aquila e le zone circostanti, ancora una volta di Venerdì Santo, le fotografie di Fabio Carnelli documentano l’assegnazione di un M. A. P. (Modulo Abitativo Provvisorio) a due abitanti di Paganica, frazione del capoluogo.

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