Amianto. Una storia operaia

Dopo la sentenza Eternit, come in un film di Se...

Il 19 novembre si è concluso in Cassazione il processo Eternit contro lo svizzero Stephan Schmidheiny, già condannato in Corte d’Appello a diciotto anni di reclusione per disastro doloso ambientale permanente. La corte ha annullato la condanna, dichiarando prescritto il reato.

Leggere “Amianto. Una storia operaia”

Amianto l’abbiamo presentato diverse volte, in parecchi posti, perché è uno di quei libri che mentre ne parli è come se continuasse a scriversi. È successo a Siena, a San Vincenzo e a Piombino. Le memorie escono dal libro perché altre rientrano nel libro. È un’economia, fatta di debiti e crediti tra la letteratura e la vita, che si traduce in giustizia. Una concezione etica e politica del mestiere di scrivere. Quello che segue è un collage di brevi riflessioni che dalle scintille della copertina passa attraverso lo sfruttamento a ciclo continuo del corpo dei lavoratori e giunge sino al cuore del libro, quella lingua che attraversa il tempo e le generazioni impastando i tecnicismi del lavoro in fabbrica con il maremmano e i dialetti delle periferie industriali d’Italia.   Metallo urlante Un working class hero. Mentre avvicina l’elettrodo al metallo non indossa la maschera da saldatore, quella dalle lenti affumicate. Le mani guantate e ferme. Pioggia di scintille: una gli punge il volto, altre invadono il dorso del libro. Metallo urlante ma lui guarda dritto verso l’elettrodo che si sta consumando sino alla fusione. La storia, il suo tessuto, bisogna saldarlo con «la memoria degli uomini che hanno unito […]

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