Claudia Boscolo

Affinità e divergenze fra la compagna Di Domeni...

L’intervento di Chiara Di Domenico al seminario del PD presso la Casa dell’Architettura a Roma ha sollevato in questo giorni molte polemiche, per lo più interne al circolo ristretto dei lavoratori precari dell’editoria, per avere indirizzato la questione del nepotismo nell’ambiente editoriale, additando a titolo di esempio la figlia dell’illustre giuslavorista Pietro Ichino. A prescindere dal fatto che Di Domenico si presentava come referente di un gruppo di persone presenti in sala, senza specificare di quale tipo di rappresentanza si trattasse, il suo intervento ha assunto fin da subito un registro personale poco adatto agli argomenti che presentava. In realtà, il discorso era più lungo di quell’ultimo minuto finale in cui si è verificato quello scivolone, e tuttavia la sensazione che è rimasta impressa nei commentatori, per lo più addetti ai lavori del mondo editoriale, è che quello non fosse affatto uno scivolone, ma un attacco contro Ichino, architettato ad arte sulla base di un articolo pubblicato in rete dalla Di Domenico. Supposizioni non supportate da alcuna prova, che hanno avvelenato l’intero dibattito. Nell’articolo di Di Domenico si faceva riferimento allo spazio che personalità della cultura – come lo stesso Ichino – trovano sui giornali nel momento in cui desiderano parlano di […]

Bypassare l’editoria tradizionale

intervista a Cooperativa di Narrazione Popolare [In vista dei seminari del 16 e 17 maggio, in collaborazione con 404: file not found, oggi è la volta della CNP] Cooperativa di Narrazione Popolare è un progetto narrativo nato in rete grazie all’operato di tre scrittori di talento, Ilaria Giannini, Jacopo Nacci, Enrico Piscitelli, tutti con precedenti pubblicazioni in cartaceo. L’opera d’esordio della CNP è intitolato Lo zelo e la guerra aperta, e vi si raccontano le vicissitudini lavorative e sentimentali di una giovane coppia alle prese con la presente situazione contrattuale dettata dalla normativa in vigore, e con tutto ciò che comporta sul piano emotivo e personale. La vicenda è suddivisa in tre quadri, di cui sono autori rispettivamente i tre membri di CNP, per cui non si può parlare tecnicamente di un progetto di scrittura collettiva. Tuttavia, seppure lo stile delle tre sezioni sia fortemente individuale, la narrazione è resa omogenea sia sul piano tematico sia per alcune scelte stilistiche condivise, ovvero il ritmo spedito, un linguaggio vivido, le ambientazioni quotidiane. Quest’opera si pone nel quadro di quella che viene definita “narrativa del precariato”, pur mantenendo caratteri distintivi, ad esempio l’adozione di punti di vista conflittuali, che espongono il tema dell’esperienza del precariato lavorativo e […]

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