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Pensieri di sociologia della Brexit
Politiche del contemporaneo

Pensieri di sociologia della Brexit

Pubblichiamo un articolo di Will Davies della Goldsmiths, University of London, Department of Politics and International Relations, tradotto da Niccolò Tempini, University of Exeter, Department of Sociology, Philosophy and Anthropology.

Il lavoro è felicità ma non il contrario
Politiche del contemporaneo

Il lavoro è felicità ma non il contrario

Una riflessione di Giacomo Giossi sul lavoro e sul valore della felicità nella nostra contemporaneità.

Le “ragioni” dello Stato tra politica ed economia
Piccola biblioteca delle scienze umane / Politiche del contemporaneo

Le “ragioni” dello Stato tra politica ed economia

Una recensione a “Machiavellismo e ragion di stato” di Michel Senellart (a cura di Lorenzo Coccoli, ombre corte 2014)

Cambiare il mondo
Piccola biblioteca delle scienze umane

Cambiare il mondo

Tra crisi, beni comuni, lavoro e democrazia, le possibilità della decrescita. Un estratto da Vie di fuga, l’ultimo libro di Paolo Cacciari (Marotta&Cafiero editori, Napoli, 2014. Disponibile su Comune-info).*

Senza padri e melanconici
Piccola biblioteca delle scienze umane / Politiche del contemporaneo

Senza padri e melanconici

Appunti (a mo’ di recensione) intorno a Senza padri. Economia del desiderio e condizioni di libertà nel capitalismo contemporaneo di Paolo Godani (DeriveApprodi, 2014).

Del lavoro culturale
Segnalazioni

Del lavoro culturale

Al lavoro si sta come d’autunno sugli alberi le foglie Lo STATUS QUO Festival di teatro e dintorni organizza domenica 9 settembre dalle 17, presso al Castello di Casalgrande (Reggio Emilia), il convegno Del lavoro culturale. La cultura non cambia il mondo, la cultura cambia gli uomini e gli uomini […]

Un mondo senza Wall Street?
Piccola biblioteca delle scienze umane

Un mondo senza Wall Street?

di Andrea Sartori 27 febbraio 2012 Quando nel 2008 il Fondo monetario internazionale valutò le perdite globali durante la crisi dei subprime in 400 miliardi di dollari, e alzò la valutazione, già all’inizio del 2009, a ben 4.000 miliardi per il solo mercato americano, era chiaro che la massima istituzione […]