Il web e l’arte della manutenzione della notizia: una recensione

Passato, presente e futuro del giornalismo digitale in Italia. Nell’ebook Il web e l’arte della manutenzione della notizia il blogger jumpinshark analizza tic, vezzi e virtù del giornalismo digitale italiano, vagliandolo alla luce del dibattito in corso negli Stati Uniti.

Copertina dell'ebook "il web e l'arte della manutenzione della notizia"

di Flavio Pintarelli

Il dibattito sul web in Italia presenta molti aspetti di immaturità. Troppo spesso la discussione oscilla ancora tra l’atteggiamento integrato e quello apocalittico. Il recente exploit elettorale del Movimento 5 Stelle ha avuto l’effetto di inasprire questa polarità.

Gaia e Prometheus, due video prodotti dalla Casaleggio e associati, rappresentano perfettamente come il determinismo tecnologico produca un’ideologia della rete che dà di quest’ultima una rappresentazione piana, aconflittuale. Complice il coinvolgimento emotivo legato alla politica, molti detrattori di quella visione compiono l’errore di avvitarsi a quel determinismo tecnologico – e dunque all’ideologia che ne deriva – sforzandosi di confutarlo mettendo la rete sul banco degli imputati.

Se da una parte la rete rinnoverà radicalmente in senso libertario l’informazione e l’editoria, dall’altra internet altro non ha fatto che impoverire giornalisti e autori.

Il circolo vizioso così formato è difficile da rompere e soprattutto impedisce di guardare con il dovuto distacco i cambiamenti che le tecnologie e la cultura digitale determinano nella società che viviamo giorno dopo giorno. Più che un passo indietro, sarebbe utile fare un passo di lato per poter osservare queste dinamiche al di fuori di quel dualismo tutto ideologico che ho descritto in apertura.

Il web e l’arte della manutenzione della notizia, ebook di jumpinshark edito per minimun fax, ha il pregio di parlare di giornalismo digitale facendo questo scarto laterale.

Blogger di fama e giornalista nella sfortunata avventura di Orwell, inserto culturale di Pubblico, jumpinshark dimostra di essere un profondo conoscitore del dibattito sul giornalismo digitale. L’ebook, diviso in cinque capitoli, è ricco di riferimenti, citazioni e link. Non solo saggio, ma vera e propria porta d’ingresso ragionata a un dibattito che ha negli Stati Uniti il suo riferimento più importante. L’ebook ha il pregio di non indulgere nella facile arte della profezia per concentrarsi sul presente e le sue sfumature.

Se vi aspettate ricette o formule magiche per l’editoria digitale fareste meglio a rivolgervi altrove: questo non è il libro che fa per voi.

Se al contrario vi interessa capire qual è il contesto in cui si muove questo settore e come il digitale ne sta ridisegnando i confini, allora la lettura di Il web e l’arte della manutenzione della notizia è senza dubbio consigliata.

jumpinshark mostra come il digitale abbia influito sulla filiera a tutti i livelli, modificando sia le pratiche di lavoro sia i contenuti proposti. È proprio nello svelamento della relazione che si crea tra forme, formati, pratiche e contenuti che risiede il nucleo incandescente di questo libro. Perché è all’incrocio tra questi aspetti del lavoro giornalistico che si creano le condizioni attraverso cui esperiamo il mondo in forma di racconto.

L’analisi della “colonna di destra” (quella zona dedicata ai contenuti d’intrattenimento che è diventata una “consuetudine” grafica e sintattica per i siti dei giornali) mostra come questa si produca dall’incrocio di esigenze tecniche ed economiche, determini precise condizioni di lavoro e contenuti, e infine contribuisca a creare una serie di riferimenti culturali.

La rete mostra così, nell’affresco dipinto da jumpinshark, il suo essere un dispositivo in cui sono attivi tanti strumenti di cattura per quante sono le potenziali vie di fuga che si aprono. Ad esempio l’idea che nella transizione al digitale i giornali cartacei possano ridisegnare i loro ambiti di competenza trovando nuove forme e necessità d’esistere. Non più veicolo della novità, di cui il tempo reale sempre differito della rete è il regno incontrastato,  ma luoghi di elaborazione del pensiero caratterizzati da un diverso rapporto con il tempo e con la pratica dei saperi.

Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma, diceva Lavoisier formulando la legge della conservazione della massa. Questo principio dovrebbe valere anche per chi avvicina il proprio sguardo alla rete e alle tecnologie digitali. Quello che in apparenza sembra perdersi in questa transizione, molto probabilmente verrà recuperato sotto altre forme, in altri momenti, con altre intuizioni.

Il trucco sta nell’adattare il nostro sguardo e trovare la giusta distanza dello sguardo che ci permetta di plasmare il presente sporcandoci le mani col passato, in vista del futuro.

 

 

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