Oltre il manicomio: il lavoro culturale apre nuovi sPAZZI

Il lavoro culturale, assieme a rete sPAZZI, sta lavorando alla realizzazione di un progetto sulla riqualificazione dei padiglioni abbandonati degli ex manicomi. L’intenzione è quella di sviluppare una riflessione pratica e partecipata sul significato dell’abbandono dei luoghi della contenzione.

Il progetto prende corpo a partire dal desiderio di creare uno spazio in cui elaborazione e creazione vadano di pari passo: dal confronto con la memoria del manicomio alla riqualificazione contemporanea dei suoi spazi alla luce di una cultura che faccia dei diritti di cittadinanza il proprio vettore principale.

Manicomio abbandonato di Rovigo

In queste settimane, questo canovaccio in via di realizzazione ha cominciato a ricevere l’ospitalità di cui necessita per poter crescere: a paritire dal confronto con le realtà che in Italia si occupano di Salute Mentale, passando per le pagine di un quotidiano nazionale fino ad arrivare alle frequenze in fm di una radio.

Manicomio abbandonato di Racconigi

Il 20 e il 21 marzo sPAZZI è approdato al Forum Salute Mentale Nazionale che si è svolto a Roma.

Qui l’articolo di Manuela Perrone su Il Sole 24 Ore.

Il 9 aprile invece è stata la volta di La terra è Blu, la trasmissione di Radio Popolare dedicata alla Salute Mentale.

Qui il podcast della puntata. Qui 

In fine il 10 aprile Il Sole 24 ore nell’inserto Sanità ha ospitato un articolo che descrive il progetto nella sua sostanza, dal titolo Quegli avanzi di manicomio:

La prospettiva di rete sPazzi, assieme a un quotidiano sostegno alla campagna Stop Opg, è quella di effettuare un lavoro, meno visibile ma altrettanto urgente, che si faccia carico della necessità di decostruire la cultura in cui quella stessa istituzione totale affonda le proprie radici. La lettura dello stato di abbandono dei padiglioni, un tempo organi del corpo manicomio, può aiutare proprio a fare questo, consentendo di mettere a fuoco l’architettura del paradigma che fa dell’esclusione e della reificazione i propri capisaldi.

di Silvia Jop

[Fotografie di Giacomo Doni]

 

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