Politiche del contemporaneo

I migranti a Vicenza, Sky e il “BelloFigo Frame”

L’altro ieri il Giornale di Vicenza usciva con una notizia dal titolo “I richiedenti asilo vogliono avere Sky. Scatta la protesta”. Che una notizia del genere possa guadagnare spazio e rilanci anche dai massimi esponenti politici di governo descrive bene lo stato di salute del giornalismo e del Paese.

 

migranti Vicenza Sky

Si è trattato di un testo brevissimo dal titolo ad effetto immediato, così come l’esordio del pezzo:

«Vogliono Sky per potersi guardare il campionato di calcio». 

Un gruppo di migranti di nazionalità nigeriana ospiti di un centro culturale e inseriti in un progetto di accoglienza coordinato dalla cooperativa Cosep si sarebbero presentati in Questura a Vicenza con quella richiesta “calcistica” lunedì 6 agosto intorno alle 14 mettendo tra l’altro in atto scene di protesta. Nella stessa occasione prosegue l’articolo si sarebbero registrate lamentele per la qualità del cibo e la richiesta di ottenere “la carta d’identità”. Basta dare un occhio all’evidenza nel titolo, alla gerarchia delle richieste (1 SKYCALCIO, 2 CIBO BUONO, 3 DOCUMENTI) enumerate dall’articolo del “Giornale di Vicenza” e ai commenti immediatamente sdegnati di alcuni lettori, così come alla condivisione di esponenti nazionali della Lega per capire l’immediato effetto di una notizia del genere.

 

migranti Vicenza sky

 

Ovviamente si è aggiunto anche il nostro ministro dell’Interno:

 

migranti Vicenza sky

I migranti, sembra gridare il sottotesto/frame di questo breve articolo acchiappaclick (e di tutte le ramificazioni velenose che si sono prodotte di conseguenza), non solo costituiscono un allarme sociale, ma vogliono pure le comodità che molti italiani non possono nemmeno permettersi tipo ad esempio le partite su Sky. Come se ogni piccolo spostamento dall’idea di mera sopravvivenza fosse un’ingiustizia da denunciare di fronte agli italiani dimenticati dallo Stato. Ecco allora che parte il fancazzismo frame che si aggiunge all’altro grande classico in voga sui media mainstream e non solo, il criminal frame: allo stereotipo del migrante criminale, piccolo barabba approdato in un Paese in cui tutto gli è consentito, si somma quello del parassita sempre pronto a godere di agi e lussi locali senza nulla dare in cambio. Dunque non solo i migranti hanno una certa predilezione per la delinquenza, particolarmente spiccata fra gli stranieri di pelle nera, ma vogliono pure vedere il calcio su Sky! Si tratta di stereotipi vecchi tanto quanto la storia del razzismo in Europa, aggiornati all’avvento del calcio sulla tv a pagamento.

Fabio Butera, che collabora con il giornale «La Repubblica», ha provato innanzitutto a verificare questa “notizia” del «Giornale di Vicenza» e ne ha dato conto in un post su FB che ha avuto migliaia di condivisioni. Ha sentito telefonicamente la Questura e la Prefettura di Vicenza. Queste non hanno fornito indicazioni che andassero nella direzione di una conferma dell’articolo, anzi. In particolare la Questura ha fatto sapere che non sono a conoscenza di queste richieste: “Non siamo a conoscenza delle richieste dei migranti. Ci limitiamo a gestire l’ordine pubblico e per quello che ci riguarda tutto si è svolto in tranquillità”(«La Repubblica»). Mentre per quanto riguarda la Prefettura si parla molto chiaramente delle istanze relative ai documenti. Anche il Fatto Quotidiano con un pezzo di Roberta Benvenuto dà voce alla Questura, proprio quella che era stata eletta a fonte principe dal “Giornale di Vicenza”; vale la pena riportare in ampio stralcio:

“Lunedì mattina”, è la ricostruzione, “si sono presentati in modo assolutamente pacifico una quindicina di persone che hanno avuto un confronto con un nostro funzionario in merito a delle rivendicazioni che però non sono di nostra competenza” e per questo sono stati rimandati alla Prefettura. Non c’è stata nessuna forma di protesta, come scritto dai giornali, “solo un colloquio che abbiamo registrato come prevede la prassi”. Dalla Questura preferiscono non entrare nel dettaglio dei temi della rivendicazione, ma assicurano che “sono i classici problemi” dei richiedenti asilo. Insomma, nessuna richiesta che vada fuori dall’ordinario. E soprattutto nessuna manifestazione: “Se 15 persone che parlano con un funzionario pubblico sono una protesta”, concludono, “allora all’anagrafe di Roma ogni giorno c’è una sommossa” (Il Fatto Quotidiano).

Dunque è la stessa Questura di Vicenza che non solo non fa cenno a richieste di abbonamento a Sky per vedere le partite da parte dei migranti, ma ha la premura di descrivere quella che il “Giornale di Vicenza” chiama una “protesta inscenata” dai migranti come un “confronto” “assolutamente pacifico” e un “colloquio” con “uno dei nostri funzionari” sottolineando anche l’eccesso di enfasi da parte del giornale vicentino. Fabio Butera anche provato a sentire il giornalista autore del pezzo, così come senza successo ha provato a fare anche Valigia Blu, ma alla sua domanda se avesse sentito i diretti interessati di quella che era stata definita una “protesta” per vedere Sky la risposta è stata che “non c’era stato tempo”.

Dal punto di vista giornalistico nessun commento ci pare possibile – per carità di patria – di fronte a una risposta del genere. Ci limitiamo a osservare che la completezza dell’informazione avrebbe dovuto spingere quanto meno a capire se la richiesta ci fosse effettivamente stata rivolgendosi a chi l’aveva eventualmente formulata. E in quel caso, forse, provare a capire perché e cosa rappresentava una richiesta di questo tipo. Sarebbe stato utile sapere dalla loro voce quanto fosse ritenuta urgente rispetto ad altre istanze relative allo stato dei luoghi, all’alimentazione, ai documenti. Se era un modo per stare in contatto con il resto del mondo, avere notizie sul proprio paese, essere informati o semplicemente svagarsi. Se avere desideri che vadano oltre lo stretto necessario alla vita materiale diventa fonte di sdegno perché viene additata come privilegio, come “comodità da profughi” allora il problema è culturale e profondo. Che il fatto di chiedere Sky, qualora fosse avvenuto, possa essere di per sé un fattore di scandalo ed essere offerto allo sguardo come prova delle “pretese” dei migranti costituisce già un problema e forse quello principale a livello culturale.

Ha un nome chiaro, e si chiama innesco qualificato e volontario della guerra fra poveri.

Pare evidente dopo quanto abbiamo provato a ricostruire che anche se ci fossero state nel colloquio col funzionario della Questura o in altre occasioni singole o collettive richieste in tal senso da parte di alcuni migranti, queste non erano comunque così centrali e importanti da essere messe in primo piano rispetto alle altre istanze. Erano le questioni materiali, quelle relative ai documenti utili al lavoro e alla frequenza della scuola, che stavano – come confermato da tutti i soggetti istituzionali – al primo posto. 

La Prefettura di Vicenza, scrive Fabio Butera, mi ha detto che le richieste rappresentate dai richiedenti asilo tramite la Cooperativa sono relative alle iscrizioni anagrafiche, ovvero ai certificati di residenza. E che a loro non risulta nessuna richiesta in merito ad abbonamento Sky: ‘Lo abbiamo letto sul giornale anche noi’ dice il vicecapogabinetto che si è occupato della questione.

In secondo luogo descrivere questo tipo di richieste (Sky, l’aria condizionata, il cibo) come se fossero state fatte attraverso una protesta e non attraverso un pacifico confronto condiziona molto il lettore. Come in altri casi, infatti, connettere la richiesta, da parte di un migrante, di un bene considerabile fuori da quelli strettamente necessari per la sopravvivenza inserisce il discorso comunicativo direttamente nel Frame di Bello Figo, quello che il performer troll parmigiano ha colto con uno dei suoi pezzi di maggiore e ambiguo successo.

Un frame complesso che avrebbe bisogno di ben altro spazio per essere analizzato e che ha a che fare con una logica del primato: un primato nazionale in cui chi arriva deve stare buono, accontentarsi, non eccedere con le richieste di servizi che sono scarsi anche per gli italiani e dunque è già tanto se si ha un letto per dormire. La retorica degli “alberghi a 5 stelle” come residenze per gli stranieri, dei 35 euro al giorno da tagliare perché sono troppi, per poi scoprire che in realtà sono 2,5.

Dulcis in fundo è arrivata per Fabio Butera anche la campagna di allegro shit-storming da parte di ambienti della new generation sovranista, quelli che si sono inventati la bufala dello smalto precedente al naufragio di Josepha e le “ONG taxi del mare” colluse coi trafficanti sebbene smentiti dalle inchieste giornalistiche . Tra parentesi senza ancora nemmeno un rilievo penale provato nel mezzo di tutto, è il caso di dire, il mare di accuse. Persino un giornalista di esperienza come Fausto Biloslavo riprende l’esposizione al pubblico ludibrio del collaboratore di Repubblica ritenendo più importante discutere di biografie che provare a capire come funziona in Italia la macchina della fanghiglia e della confusione mediatica prodotta da una rete che se non è del tutto strategica  e centralizzata pare funzionare ormai come tale, costruendo le nuove modalità dell’esclusione.

migranti Vicenza sky

 

Abbiamo sentito Fabio Butera sull’ultima notizia relativa ad un “dossier” consegnato in procura su fatti precedenti all’incontro in questura del 6 agosto a Vicenza e ci ha detto che oltre alla vaghezza il “Giornale di Vicenza” per ora non ha fornito indicazioni davvero specifiche. Nell’ultimo articolo uscito oggi sul cartaceo il titolo si ostina a dare la stessa enfasi alla questione Sky con tanto di parabola a corredo, nonostante nel taglio basso della pagina un altro pezzo riporti – attraverso la voce di due richiedenti intervistati – che il problema principale è quello “di ottenere un documento che attesti la loro residenza in Italia”. La “cosa più importante è la carta di residenza” si legge in un altro passaggio. Chissà perché le gerarchie sono così invertite, allora, nel dare le notizie e nel comporre la grafica in pagina. Misteri.

 

migranti Vicenza sky

 

Finale a sorpresa, in un box nella stessa pagina la “protesta” dei richiedenti in questura del primo articolo diventa la richiesta di un singolo in mezzo a quelle che erano le effettive istanze dell’incontro istituzionale e cioè i documenti che sono poi i primi passi per un percorso di accoglienza.

 

migranti Vicenza sky

 

Butera ci ha detto infine che è stato spinto a scrivere quel post “non perché ritenga più o meno importante l’esistenza eventuale di una richiesta che potesse interessare Sky quanto perché mi sono interrogato sul fatto che la composizione della notizia non abbia previsto di sentire immediatamente i diretti interessati, affiancando le loro posizioni a quel primo articolo. Senza provare a capire in quale contesto maturino certe dinamiche e andando ad aggiungersi al generale clima di costruzione del capro espiatorio in ogni occasione buono per innescare il clima di incazzatura permanente, rischiando grosso di veicolarla sul nero, sul migrante, sullo straniero”. 

Intanto, Christian Raimo ha lanciato una proposta.

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