Librillule

Endorfina Librida

Dall’incontro fecondo tra le carte alimentari usate dalle Edizioni precarie e lo studio sui pattern dell’illustratrice bolognese Marta Iorio nasce Endorfina Librida, un progetto ibrido che assume i caratteri di un libro-quaderno dove ricerca, valore estetico e sperimentazione si mescolano con grande forza espressiva.

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Foto di Maricò Panzarella

La componente ludica compare già nel titolo, Endorfina librida, testo con cui si può giocare sottraendo sillabe o invertendole, in modo da creare nella mente del lettore richiami molteplici secondo la libertà concessa dalle due autrici, Carmela Dacchille e Marta Iorio.

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Foto di Maricò Panzarella

Sfogliando le pagine del libro si viene immediatamente colpiti dallo spessore della carta, dalla ruvidezza di alcune delle sue pagine o dalla percezione sonora che alcune di queste, molto leggere, quasi impalpabili generano in chi vi si accosta, rendendo l’esperienza del lettore una vera e propria esplorazione attraverso i sensi. Una ricchezza che proviene dai mercati storici di Palermo dove Edizioni precarie ha avviato un sapiente lavoro di ricerca e riutilizzo delle carte alimentari prevedendone una rifunzionalizzazione creativa. Ricerca che si estende anche alla dimensione della precarietà nel quotidiano di Palermo, esplorata nelle realtà soggette a cambiamento e trasformazione, come i mercati , dove la decontestualizzazione di un oggetto, in questo caso le carte alimentari, consente di guardarlo sotto una luce differente.

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Alle sollecitazioni tattili si accostano quelle visive, tracciate in maniera netta o talvolta solo lievemente accennate. Trame nascoste che l’illustratrice Marta Iorio ha disseminato lungo tutto il testo, piccoli tesori che si offrono al lettore che, quasi come in un gioco, va alla loro ricerca.

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Pattern, trame, ripetizioni tematiche o figurative, recuperate dalle suggestioni dei mercati storici, vengono ricavate da tutto ciò che può essere impresso sulla carta: dalle cipolle alle code di pesce fino alle patate o al finocchietto selvatico. Alimenti che si trasformano in materiale utilizzabile per imprimere forme e colori lasciando una traccia sul foglio.

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Viene in qualche modo recuperata la lezione di Bruno Munari sull’uso dei vegetali come timbri naturali ma a questa si affianca l’accostamento sapiente dei colori e l’attenzione ai pattern come ricerca di regolarità strutturali e strutturanti.

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Ma Endorfina Librida è anche narrazione, non soltanto quella dei mercati, ma anche di Annette Kellerman e della sua storia, rappresentata attraverso le illustrazioni fatte a mano da Marta Iorio, immagini uniche che danno ad ogni copia un valore singolare. La donna fu una nuotatrice sui generis, una delle prime a usare il costume a un pezzo, cosa che agli inizi del novecento provocò grande scandalo. Nonostante i gravi problemi alle gambe i suoi genitori le fecero frequentare sin da piccola corsi di nuoto portandola così a costruire il suo successo in numerose competizioni agonistiche così come in altri campi tra cui il cinema e il teatro. La scelta di raccontare questa storia è legata al riconoscimento del grande merito e del coraggio di una donna che ha costruito la sua forza partendo da un deficit fisico, vincolo trasformato in nuova possibilità creativa.

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Maricò Panzarella

Oltre ai contenuti ed alla qualità grafica di Endorfina Librida merita particolare attenzione Il processo generativo stesso del testo che non viene concepito tra quattro mura ma ha inaugurato la stagione delle “Serie Residenze Precarie”, un progetto di condivisione e scambio tra saperi artistici differenti, funzionale alla creazione di libridi in carta alimentare dei mercati, così come nella tradizione delle Edizioni Precarie.

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Ed è proprio dall’incontro casuale tra Marta Iorio e Carmela Dacchille, che avviene in una libreria per bambini della città di Palermo dove Marta Iorio stava presentando il suo albo illustrato “Cicale”, che nasce il primo librido. Questo viene concepito al termine di un laboratorio aperto alla città dal titolo “Palermo Pattern”, due giornate laboratoriali in giro per i mercati ed il centro storico di Palermo alla ricerca di tutto ciò che poteva essere trasformato in pattern, regolarità strutturale, ripetizione di elementi secondo sequenze ordinate.

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Momento conclusivo del progetto ha visto poi la presentazione dei lavori al Bed and Book, spazio dedicato ai viaggiatori-lettori così come alla cittadinanza che ha visto allestita la mostra in un contesto dove i libri e la qualità dei progetti editoriali sono protagonisti.

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