Come sta il cinema italiano?

Questo focus nasce per approfondire gli aspetti propositivi e le criticità della Legge sul Cinema e gli Audiovisivi che è stata approvata il 3 novembre 2016 ed entrerà in vigore da gennaio 2017.

Per comprendere le trasformazioni in atto abbiamo rivolto alcune domande a quanti lavorano nel mondo degli audiovisivi in Italia. Associazioni di categoria, direttori artistici, produttori, distributori, registi, sceneggiatori, montatori e attori  ci hanno raccontato come hanno iniziato il loro lavoro, qual è la loro formazione, in quali contesti operano, da quali enti ricevono supporto e da quali no, che cinema vorrebbero fare e cosa ne pensano della Riforma Franceschini.

Stiamo preparando un ebook che raccoglierà queste voci e questi sguardi sul cinema italiano.

Per segnalazioni: Chiara Zanini – chiara.zanini [at] outlook.com

Il cinema è a corto di donne?

La regista Marcella Piccinini descrive il percorso intrapreso per realizzare i suoi film e, nel farlo, racconta un frammento indispensabile di cosa vuole dire oggi realizzare un film indipendente in Italia, per di più essendo una donna.

Fare film “difficili”

Maria Arena racconta le sue esperienze in ambito cinematografico: dalla passione per il cinema ai “film difficili”, dalla legge di riforma alla didattica nelle accademie.

Paolo Martino

Manifesto del mio cinema

Tutto è iniziato ai piedi dei monti Zagros. A ridosso di quello spazio solenne e verticale ho sentito il bisogno di anteporre l’io narrante al precipitarsi di nuovi eventi.

Raccontare il Sud

 Regista pluripremiato, Andrea D’Ambrosio (Roccadaspide, Salerno, 1975 è anche sceneggiatore e docente. Il suo documentario di maggior successo è Biùtiful cauntri, diretto nel 2007 con Esmeralda Calabria e Peppe Ruggiero. Il suo film più recente è Due euro l’ora, con protagonisti Chiara Baffi, Peppe Servillo, Alessandra Mascarucci.

Cinema, il mio bambino “difficile” ...

Sono cresciuto nell’entroterra abruzzese, in un piccolo paese di provincia. L’unico cinema presente in zona, negli anni Ottanta-Novanta, era un cine-teatro per adulti. Aveva una programmazione prettamente pornografica, fatta eccezione per i periodi di festa, nei quali venivano proiettati film “per tutti”, molto raramente di mio gusto.

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