Criminalità immaginate

Mafia come “antistato”, mafia come “subcultura”, come “emergenza”. Sono soltanto alcuni degli stereotipi che circondano una delle questioni pubbliche più dibattute degli ultimi decenni”. L’elenco dei cliché e delle metafore evocative potrebbe proseguire a lungo: dalla mafia come degenerazione di costumi politici clientelari e corrotti alla mafia come corpo patogeno, esterno, che infetta tessuti economici e politici sani. Per mettere in discussione queste rappresentazioni non è sufficiente sostenere le ragioni di un discorso legalitario, volto alla mera repressione, oggi sempre più pervasivo. Occorre innanzitutto ricostruire i processi attraverso i quali sono tracciati i confini del fenomeno mafioso in Italia e nel mondo. Dalla sua ricostruzione giudiziaria, che permea il dibattito pubblico, alimentando la diffusa credenza che vorrebbe i gruppi mafiosi al centro di dinamiche di illegalità che appaiono invece straordinariamente complesse, alla sua rappresentazione mediatica, che contribuisce alla costante produzione di simboli in grado di disegnare l’orizzonte di senso nel quale gli stessi mafiosi inscrivono le proprie condotte.
In questo quadro, il focus si propone come uno spazio di riflessione sul potere mafioso, chiamando in causa il ruolo svolto dalla dimensione immaginaria nella costruzione sociale di un fenomeno che si definisce all’incrocio tra interpretazione scientifica, rappresentazione pubblica e costruzione giuridica.



Politica e mafia vent’anni dopo Tangentopoli
Criminalità immaginate

Politica e mafia vent’anni dopo Tangentopoli

Le organizzazioni mafiose italiane sono classificabili (anche) come agenzie politiche che producono effetti sull’economia e sulla società. Le relazioni corruttive rappresentano lo strumento principe attraverso cui le mafie entrano in contatto con i poteri dello Stato, centrali e locali. Gli autori anticipano uno studio di prossima pubblicazione.

Le mafie di Roma dopo il “Mondo di mezzo”. Dibattito pubblico e problemi di definizione (Terza Parte)
Criminalità immaginate

Le mafie di Roma dopo il “Mondo di mezzo”. Dibattito pubblico e problemi di definizione (Terza Parte)

Su Mafia Capitale è già stato detto tutto. Si sono espressi magistrati, studiosi, giornalisti, politici. Il lavoro culturale aveva dedicato al tema già due contributi. L’autore riprende le sue riflessioni alla luce dei fatti emersi dall’indagine della Procura di Roma.

Montesacro anni sessanta
Criminalità immaginate

La camorra e la periferia nel bosco

Montesacro è un piccolo comune dell’Irpinia. È il nome fittizio del luogo in cui l’autore ha svolto una lunga ricerca etnografica. È un caso esemplare degli effetti nefasti prodotti dallo sviluppo capitalistico in terra di camorra.

400ISO – #Corpidireato. Un tentativo di materializzare le mafie
400 ISO / Criminalità immaginate

400ISO – #Corpidireato. Un tentativo di materializzare le mafie

“Corpi di reato” è un reportage curato da Fabio Severo con le foto di Tommaso Bonaventura e Alessandro Imbriaco, il progetto è dell’Associazione ZONA.

Ad Africo, sul set di Anime nere (2014) di Francesco Munzi
Criminalità immaginate

Stare al proprio posto – “Anime nere” di Francesco Munzi

Terzo lavoro di Francesco Munzi, Anime nere è stato uno dei tre film italiani in concorso alla 71ma Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Storia di una famiglia di ’ndrangheta radicata ad Africo (RC), in parte trasferitasi a Milano e con propaggini commerciali che passano per l’Olanda e arrivano sino in […]

Mammamafia. Il welfare te lo paghiamo noi
Criminalità immaginate

Mammamafia. Il welfare te lo paghiamo noi

Pubblichiamo una sintesi del dossier “Mammamafia”, curato dall’associazione antimafie daSud.

Ecomafie. Gli attori meticci del business
Criminalità immaginate

Ecomafie. Gli attori meticci del business

«Ecomafia» è un neologismo che ha conosciuto buona fortuna. Se negli ultimi anni in questo paese è cresciuta l’attenzione per la gestione illecita dei rifiuti il merito è anche dell’efficacia di questa definizione, coniata a metà degli anni novanta da Enrico Fontana e Antonio Cianciullo[1].

Le mafie di Roma. Dibattito pubblico e problemi di definizione (Prima parte)
Criminalità immaginate

Le mafie di Roma. Dibattito pubblico e problemi di definizione (Prima parte)

Che a Roma ci sia la mafia sembra oramai un fatto ampiamente condiviso. Da decenni nella Capitale e lungo il suo litorale convivono mafie tradizionali, gruppi autoctoni e criminalità straniera.