Criminalità immaginate

Mafia come “antistato”, mafia come “subcultura”, come “emergenza”. Sono soltanto alcuni degli stereotipi che circondano una delle questioni pubbliche più dibattute degli ultimi decenni”. L’elenco dei cliché e delle metafore evocative potrebbe proseguire a lungo: dalla mafia come degenerazione di costumi politici clientelari e corrotti alla mafia come corpo patogeno, esterno, che infetta tessuti economici e politici sani. Per mettere in discussione queste rappresentazioni non è sufficiente sostenere le ragioni di un discorso legalitario, volto alla mera repressione, oggi sempre più pervasivo. Occorre innanzitutto ricostruire i processi attraverso i quali sono tracciati i confini del fenomeno mafioso in Italia e nel mondo. Dalla sua ricostruzione giudiziaria, che permea il dibattito pubblico, alimentando la diffusa credenza che vorrebbe i gruppi mafiosi al centro di dinamiche di illegalità che appaiono invece straordinariamente complesse, alla sua rappresentazione mediatica, che contribuisce alla costante produzione di simboli in grado di disegnare l’orizzonte di senso nel quale gli stessi mafiosi inscrivono le proprie condotte.
In questo quadro, il focus si propone come uno spazio di riflessione sul potere mafioso, chiamando in causa il ruolo svolto dalla dimensione immaginaria nella costruzione sociale di un fenomeno che si definisce all’incrocio tra interpretazione scientifica, rappresentazione pubblica e costruzione giuridica.



Studiare la criminalità è studiare la società. I clan di camorra a Napoli
Criminalità immaginate / Piccola biblioteca delle scienze umane

Studiare la criminalità è studiare la società. I clan di camorra a Napoli

Una lettura de “I clan di camorra. Genesi e storia” di Luciano Brancaccio (Donzelli 2017).

È “tutta una mafia”? Criminalità e corruzione nel caso di Mafia Capitale
Criminalità immaginate / Piccola biblioteca delle scienze umane

È “tutta una mafia”? Criminalità e corruzione nel caso di Mafia Capitale

L’ultimo numero della rivista «Meridiana» è dedicato al caso di Mafia Capitale. Pubblichiamo alcune riflessioni di Rocco Sciarrone, che lo ha curato insieme a Vittorio Mete. 

La doppia morte di Pio La Torre
Criminalità immaginate / Politiche del contemporaneo

La doppia morte di Pio La Torre

Pio La Torre fu vittima di un omicidio politico-mafioso il 30 aprile di 35 anni fa insieme a Rosario Di Salvo. Nel giorno in cui il Partito Democratico celebra un rito delle primarie più spoliticizzato che mai, abbiamo chiesto a Nino Blando una riflessione sul dirigente comunista siciliano, che di […]

‘Dice’ che i politici sono amici dei mafiosi
Criminalità immaginate

‘Dice’ che i politici sono amici dei mafiosi

Pubblichiamo un estratto del recente libro di Costantino Visconti, “La mafia è dappertutto. Falso!” (Laterza 2016).

Santino di sant’Emidio, protettore dei terremoti in varie località dell’Italia Centrale. Questa immagine, in particolare, si riferisce al suo patrocinio nell’area costiera anconetana.
Criminalità immaginate

L’invenzione della mafia

Pubblichiamo un estratto dell’intervento di Matteo di Gesù al Convengo “Narrazioni da Sud”, in programma oggi e domani all’Università per Stranieri di Siena.

Il tempo della post-antimafia (seconda parte)
Criminalità immaginate

Il tempo della post-antimafia (seconda parte)

La seconda parte di un articolo sulle derive della lotta alla mafia. Lorenzo Misuraca si sofferma sull’antimafia in quanto categoria che vive ormai di vita propria, proponendo una riflessione che va ben al di là del giudizio sull’operato delle singole componenti di un movimento (qui la prima parte).

Manifestanti mostrano le "agende rosse" a una manifestazione contro Silvio Berlusconi nel 2011, a Roma (TIZIANA FABI/AFP/Getty Images)
Criminalità immaginate

Il tempo della post-antimafia (prima parte)

La prima parte di due uscite sulla deriva dell’antimafia. Una riflessione su una categoria che vive ormai di vita propria, con finalità a se stanti (qui la seconda parte).

Dove crepa l’antimafia
Criminalità immaginate

Dove crepa l’antimafia

Il primo di una serie di interventi sull’antimafia. Una riflessione a partire dalla lettura de “I tragediatori. La fine dell’antimafia e il crollo dei suoi miti”, di Francesco Forgione (Rubbettino 2016).